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Awp, slot machine e liquidità condivisa: una “Questione Territoriale”

su Alex di Maggio | Pubblicato il March 15 2018 | Inserito in Notizie
Awp, slot machine e liquidità condivisa: una “Questione Territoriale” | {bonus}

Servirà ancora un po’ di tempo per il nuovo governo. Mattarella valuta e si consulta, poi prenderà una decisione. Ecco: non vogliamo essere nei suoi panni. Vuoi per la situazione di stallo, vuoi per la responsabilità in questo momento storico dell’Italia. Gli step sono già belli che schedati: si va dalla formazione del Senato, a quella della Camera. Tutto in qualche giorno: poi le prime riunioni il 23 e allora l’elezione dei presidenti e la formazione dei gruppi parlamentari coi rispettivi presidenti.

Dunque, Gentiloni a fine mese lascerà. E allora ci saranno le Consultazioni al Colle per poi esordire, si spera, a Pasqua con il nuovo governo delle larghe, larghissime intese. L’incarico sarà di tipo esplorativo, e il non sapere a chi sarà affidata la consultazione per ora pesa come un macigno. Il nuovo Esecutivo, in ogni caso, non sarà operativo prima del 9 aprile e sarà in parlamento entro il 10.

Sono giorni caldissimi. Anche perché poi l’amministrazione uscente deve chiudere tutti gli obiettivi in meno di trenta giorni. Pardon: in appena quindici. Ma senza poter contare sull’appoggio di Camera o Senato, soltanto con la chance di chiudere tutto quello che è rimasto in sospeso. Tra queste, la querelle sul gioco pubblico.

Il 7 settembre dell’anno scorso, governo ed Enti locali si erano detti fiduciosi sulla “Questione Territoriale”: ma una vera mano di vernice non è stata mai passata. E forse, così come sul gioco pubblico, in questi giorni potrebbe esserci l’accelerazione decisiva. O magari l’ultima possibile. Qual è la questione? Si parla di emanazione delle AWP “da remoto”, si parla del contingentamento delle slot machine, si parla della gara per il Superenalotto. Per poi giungere all’aumento della liquidità condivisa in riferimento al gioco online: così da dare la definitiva adesione dell’Italia ai protocolli internazionali adottati praticamente ovunque.

Resta però il conflitto tra Stato ed enti territoriali: e come si fa a risolverlo? Non si può. Sono situazioni estreme, difficilmente affrontabili in questo momento storico del Bel Paese. Del resto, fosse stato facile, si sarebbe risolto presto: nelle ultime settimane c’è stato un forte impedimento degli amministratori regionali o comunali, in quanto ci si è ritrovati nel bel mezzo della campagna elettorale. Ergo: non erano previsti errori. Ancor meno su un tema così scottante come quello del gambling.

Ma tutto il lavoro rimandato a dopo il 4 marzo non è più ripreso: la causa è stata proprio questa situazione politica così delicata, difficile, per certi versi anche molto sensibile. Il clima è quello di perenne dubbio, che da un lato congela tutto, dall’altro però può aiutare clamorosamente il movimento: Sergio Chiamparino, governatore del Piemonte, ha apertamente sfidato il Movimento 5 Stelle che ha sempre avuto posizioni di forte critica nei confronti dell’azzardo: ha parlato di interventi mirati per dare una mano al settore, come scongiurare la chiusura di imprese e quindi il lavoro di tanti cittadini. Dal nulla non si può mica chiudere una delle principali ‘industrie’ italiane?

No che non si può. Dunque, le varie forze politiche, ma soprattutto il PD che governa nelle regioni più ‘a rischio’ in termini di gioco d’azzardo, non avranno mai davvero la possibilità peggiorare la posizione davanti ai cittadini. L’obiettivo diventa allora garantire maggiore libertà a Regioni ed Enti locali: tocca regolamentare l’offerta del gioco d’azzardo sul territorio. Se la situazione legislativa nazionale richiede tempi lunghi per i cambiamenti, province e comuni possono però intervenire subito e soprattutto con maggiore consapevolezza rispetto a quanto accade nelle aree da loro amministrate. A dicembre del 2017 sono arrivati 45 milioni di euro alle regioni per poter rafforzare i programmi di assistenza.

Dunque, fare prevenzione diventa fondamentale: soprattutto nelle scuole. E tutte queste iniziative, quelle promesse e mai mantenute, dovranno essere prese in carico dal nuovo governo. No, non è scontato: ci sono problemi più seri. Ma non sottovalutate mai questo mondo.