A che serve la manovra-bis?

Manovra-bis: è questo il nuovo obiettivo del nuovo governo. Il fine è quello di evitare una procedura di infrazione per indebitamento inflitta dall'UE. Il rischio principale però è quello di affossare il settore del gioco pubblico a causa di un'eccessiva ed esagerata tassazione. E in tutto ciò ci sarebbe anche l'incredibile paradosso rappresentato dal fatto che per le casse dello Stato non ci sarebbe alcun beneficio e vantaggio. Niente di niente.

Certo, sarebbe evitato l'intervento della Commissione europea, ma, senza alcun dubbio, i problemi restano. La soluzione sarebbero le riforme, quelle vere e proprie. Queste però, per un motivo o per l'altro, sembrano a dir poco lontane. Una riorganizzazione e un riassetto del settore appaiono però un qualcosa di inevitabile ed essenziale. Torna d'attualità dunque il raggiungimento di un accordo tra Governo centrale ed enti locali, che, quantomeno per ora, ha costituito l'ostacolo più difficile da superare. Il traguardo sembra però avvicinarsi. Seppur pian piano e a piccoli passi.

L'aumento della tassazione sugli apparecchi da intrattenimento, sia per le slot che per le vlt, con l'aggiunta del raddoppio della tassa sulle vincite, è e rimane una minaccia concreta, reale e stavolta insormontabile per il futuro di questo settore, che avrà ricadute pesanti sull'intero mondo e, di conseguenza, sull'economia nel suo complesso. Un altro pericolo, segnalato anche dalle associazioni di categoria, sarebbe il proliferare del gioco illegale, costituendo un vero e proprio sistema basato sul sommerso. Non bisogna infatti dimenticarsi di ciò che va a creare e costruire una vera e propria rete parallela alla legalità e che può attirare i giocatori nel caso in cui quest'ultimi non vedano soddisfatti i loro desideri di vincita. Insomma, per dirla in parole semplici, il tanto temuto da molti demone del gioco d'azzardo non sparisce e non muore con l'aumento della tassazione. E di questo l'esecutivo dovrebbe sempre e comunque tenerne conto.

Leggendo le cronache quotidiane, sembra che in Italia a dominare sia la cosiddetta lobby del gioco d'azzardo. La realtà però dice che il settore del gioco risulta il più tassato in assoluto sia in termini di entità dell'imposizione fiscale che della ripetitività con cui vengono ritoccate le aliquote. Un inasprimento delle imposte che può davvero mandare al collasso il gambling nel suo complesso. Ciò che più colpisce è però il fatto che il grande disagio che si verrebbe a creare con l'introduzione di queste misure imposte dalla manovra, risulterebbe del tutto inutile dal punto di vista della stabilità economica, non riuscendo a generare quelle nuove entrate che il governo ha promesso all'Europa.

Una questione di pesi e di misure, vedendo anche il comportamento adottato nei confronti di altre situazioni, di certo non con un minore impatto socio-sanitario. Ma l'atteggiamento non cambia. La strada appare essere segnata. Almeno non si può non notare la coerenza.