Baretta: nella prossima legge di Bilancio si interverrà sulla riforma dell’intero settore del gioco

mag 27

In data 25 maggio, in Commissione Bilancio della Camera, si è discusso sull'articolo 6 della Manovra Bis riguardante il gioco pubblico. Si è giunti all’approvazione dell'emendamento del Governo relativo alla riduzione delle slot machine, quello presentato da Matteo Mantero sulle sanzioni relative alla riduzione delle slot machine e quello di Marco Di Maio (Pd) riferito alle sale bingo. Altri emendamenti sono stati invece ritirati o bocciati dalla Commissione.

Durante il suo intervento, Matteo Mantero del M5S, ha rilevato che il Governo intende “aumentare la tassazione gravante sui giochi più vecchi e meno attrattivi, come le slot machine, intervenendo in modo meno deciso sulla tassazione gravante sui giochi più nuovi e più attrattivi, come le videolottery”. Mantero ha dichiarato che in particolare questi ultimi sono da considerarsi giochi d’azzardo estremamente pericolosi poiché sono consentite giocate molto alte, fino a 500 euro, sono molto veloci e offrono un jackpot molto ricco, che attira i giocatori compulsivi. Sottolineando il fatto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito il gioco d’azzardo tra le dipendenze ha commentato che le slot machine e le videolottery sono paragonabili alle droghe. “Ritengo che il Governo non consideri i costi sociali e sanitari che il gioco d’azzardo patologico comporta. Invito, pertanto, l’Esecutivo a riconsiderare il suo intervento, aumentando anche la tassazione sulle le videolottery”, ha aggiunto.

Riferendosi al tema pubblicità Mantero ha spiegato che “Il divieto totale di pubblicità deve costituire solo il primo passo di una lotta che deve accomunare il gioco d’azzardo alle sigarette, altro settore nel quale entrano in gioco grandi interessi economici”.

A fargli eco Bruno Tabacci (DeS-Cd) secondo cui deve considerarsi “vergognosa la pubblicità televisiva del gioco d’azzardo che inframezza la trasmissione di grandi eventi sportivi, che hanno una grande platea di telespettatori, anche minori”.

La posizione del governo

Durante il suo intervento il sottosegretario Pier Paolo Baretta ha riconosciuto che le limitazioni orarie vigenti sulla pubblicità televisiva del gioco d’azzardo, (dalle 7 alle 22 sui canali generalisti), non hanno portato buoni risultati poiché molti minori continuano a guardare la televisione anche dopo le 22; inoltre, i canali specializzati hanno recuperato gli spazi interdetti alle reti generaliste. In tale contesto Baretta ha quindi sottolineato “l’impegno del Governo, d’intesa con le regioni, che, in un apposito documento attualmente in discussione, intende avviare un confronto con le istituzioni europee al fine di giungere sul gioco d’azzardo ad una legislazione unitaria come per il tabacco”. Ha preannunciato inoltre che il governo avvierà, con la prossima legge di bilancio, un intervento organico volto a riformare intero settore.

L’estrema gravità del fenomeno del gioco d’azzardo in Italia, che non si può assolutamente ridurre alle dimensione dei numeri ufficiali citati più volte dal Governo, che fa riferimento ai 12.500 malati in cura presso le strutture del Servizio sanitario nazionale, ben al di sotto dei sei milioni di giocatori stimati dagli istituti più accreditati. Anche gli strumenti, più volte citati dal sottosegretario Baretta, volti a contrastare il coinvolgimento dei minori si sono rivelati del tutto inefficaci allo scopo, come da lui stesso sperimentato", ha commentato Massimo Enrico Baroni del M5S esprimendo il suo disaccordo sulle decisioni dell’Esecutivo.

Per converso Maino Marchi (Pd) si è dichiarato d’accordo con gli interventi del Governo a partire dalla legge di stabilità per il 2016, che da un lato ha previsto la riduzione delle slot machine e dall’altro ha affidato alla Conferenza Unificata il compito di raggiungere un accordo, che contemplasse l’esigenza di regole omogenee a livello nazionale con la necessità di spazi di autoregolamentazione per gli amministratori locali. Nel ricordare che come dichiarato dall’Anci l’accordo per quanto difficile sta per essere raggiunto, ritiene che vi sia comunque la possibilità di tornare sul tema della pubblicità, sul quale il Governo è già intervenuto in questa legislatura, sottolineando gli scarsi spazi di manovra offerti dal presente decreto-legge. Da ultimo ricorda che lo stallo del progetto di legge sulla ludopatia si deve al fatto che, oltre ad affrontare le tematiche relative agli aspetti sanitari del problema, interveniva anche su aspetti di competenza del Ministero dell’economia e delle finanze.