Caesars Palace: Mezzo secolo dell’icona di Las Vegas

La città di Las Vegas, che si eleva nel bel mezzo del deserto del Nevada, continua ad essere considerata la capitale del gioco d'azzardo mondiale, anche se altre destinazioni, come Macao, la superano in entrate e mega investimenti. I suoi casinò, tra cui il noto Caesars Palace, sono stati immortalati in numerosi film, serie televisive, libri e giochi, in cui i personaggi si fondono con il business del gioco d'azzardo, gli strip club, gli interessi della mafia, e l’industria del divertimento e altre migliaia di situazioni che si generano nel quadro dei casinò icona, che per decenni hanno visto passare per i tavoli da gioco milioni di dollari.

Il 5 Agosto del 1966, Jay Sarno inaugurava l'allora innovativo Caesars Palace, con una grande festa che si è prolungata nei giorni successivi all'apertura. Non vi erano uguali, del complesso casinò resort che rappresenta l'antica Roma nella Strip.

Dopo quattro anni dalla costruzione, il Caesars ha trasformato definitivamente l'immagine di Las Vegas davanti a tutto il mondo, per la sua architettura tematica, l’interior design, i tavoli da gioco, le suite, le sculture importate dall’Italia, e le cameriere con toghe romane. Nel corso degli ultimi cinquant'anni, il Caesars Palace ha influenzato di gran lunga la pianificazione, costruzione e il modo di operare dei casinò di Las Vegas.

Com'è nata l'idea di costruire il Ceasars Palace

Come spiega Jeff Burbank al Mob Museum, "Sarno non ha creato il Caesars dal nulla. Ha raccolto informazioni al di fuori di Las Vegas". Nel gennaio del 1963, si era trasferito a Las Vegas per quasi due anni e già aveva lanciato il suo ultimo progetto, il Dallas Cabana Motor Hotel in Texas, con partner tra i quali spicca l'attrice Doris Day. Il Dallas Cabana si ispirava all’antica Roma, una torre di dieci piani a forma di L, sala da cocktail privata, spa femminile e maschile, 300 camere uniche, arredate con tende, pareti e tappeti color prugna, turchese, rosso e verde oliva, più quattordici "suite petite". Le cameriere servivano bevande vestite con toghe romane, e tra queste, per un po’ di tempo, si è distinta la giovane Raquel Welch. Sarno aveva speso 3,6 milioni di dollari per realizzare il progetto del Dallas Cabana grazie ad un prestito del fondo pensioni ottenuto dalla Teamsters Union, che allora aveva legami con la mafia.

L'uomo d'affari lavorava come piastrellista a Miami agli inizi del 1950, quando si è riunito con i funzionari di Teamsters, Allen Dorfman e Jimmy Hoffa. Sarno, con il suo partner e amico dell’università Stanley Mallin, collocava piastrelle nelle case, apparse per la prima volta a Miami e poi ad Atlanta. Ammirava lo stile modernista europeo dell’architetto Morris Lapidis, progettista del famoso Fontainebleau di Miami.

A metà degli anni '50, Sarno si è imbattuto nell’architetto Joy Harris, alla quale ha fatto delle avances che questa ha cortesemente respinto. “Sarno però è riuscito ad assumerla e Harris è diventata l’esecutrice della sua ossessiva devozione per l’interior design dei suoi hotel, tra cui il Caesars un decennio più tardi”, ha spiegato Jeff Burbank.

Il primo progetto portato a termine da Sarno è stato l’Atlanta Cabana Motor Hotel, completato nel 1958, con 200 camere. Assomigliava al Cesar solo in alcune cose, data la posizione ristretta nel centro di Atlanta .Ha fatto installare alcune statue in stile romano sulla parte esterna e una fontana accanto alla piscina all'aperto con vista sulla strada. La sala principale aveva due altissime finestre, un imponente lampadario e una scala curva. Le camere furono decorate con colori vivaci. La caratteristica più impressionante del luogo erano i sette piani rivestiti in altezza con piastrelle azzurre.

L’Atlanta Cabana è anche famoso per qualcos’altro, si dice che sia stato il primo progetto a ricevere un prestito dal Teamsters Central States, attraverso Dorfman con la benedizione di Hoffa.Il prestito ammontava a 1,8 milioni di dollari. Dorfman e Hoffa sono stati coinvolti in altri prestiti dei fondi pensione in molti progetti di costruzione, tra cui alberghi a Las Vegas, associati con la criminalità organizzata, che imponeva una ‘mazzetta’ pari al 10% del valore di ogni credito.

Sarno, Mallin e Harris si trasferirono in un'altra città sperimentando la crescita residenziale nel 1950 di Dallas. Sarno conobbe Clifford Heinz, uno sviluppatore in cerca di investimenti per costruire hotel a Dallas e Palo Alto, in California.

Nel 1959 Heinz ha presentato Sarno a Jerome Rosenthal, un avvocato che ha rappresentato l'attrice di Hollywood Doris Day e suo marito, Martin Melcher agente teatrale. Un anno dopo, Rosenthal ha convinto l'attrice e Melcher ad investire milioni con Sarno e Heinz sul prossimo progetto dell'hotel, il Palo Alto Cabana. Ma nonostante Sarno e Heinz non abbiano fornito alcuna equità, Rosenthal ha firmato come partner a pieno titolo rubando milioni a Doris Day e Melcher. (Rosenthal in seguito è stato espulso dalla California e ha perso una causa per 3 milioni di dollari intrapresa dall’attrice) .

Nel 1962, Sarno e soci hanno inaugurato il Palo Alto Cabana, considerato il preludio al Caesars Palace. L'hotel presenta all’ingresso la statua senza testa della dea greca Vittoria di Samotracia, una serie di fontane illuminate e una statua del David di Michelangelo.

Finalmente il Caesars

Sarno aveva fatto di Las Vegas la sua base operativa per la pianificazione di un progetto alberghiero nel corso dell'anno precedente. Un giocatore imperterrito che si recava in città per giocare tra una riunione di lavoro e l’altra, intuì che le proprietà presenti nella zona generavano benefici negli alloggi appena inferiori alle sue pensioni al Cabana .

La legalizzazione del gioco d'azzardo in Nevada ha significato inoltre una maggiore redditività per i casinò resort. Sarno ha trovato una posizione adatta sulla Strip vicino Flamingo Road che ha affittato al prezzo di 10,6 milioni di dollari come supporto al Caesars.

Con l’investitore Nate Jacobson, il socio Jerry Zarowitz, l’architetto Melvin Grossman ed Harris come progettista concentrato sui dettagli, Sarno ha speso 24 milioni di dollari. Aveva cinque fontane di quasi sei metri di altezza di fronte, più statue di Vittoria di Samotracia e il David e corsie per automobili fiancheggiate da cipressi italiani. L'ingresso della struttura, ispirato su Piazza San Pietro a Roma, si arricchisce di diverse statue di stile romano più grande della Venere dei Medici, della Venere del Canova, della Venere di Milo e Bacco, realizzati da artigiani in Italia. Le colonne anteriori imitano le rovine del Foro Romano.

All'interno, uomini vestiti da soldati romani e donne come Cleopatra servono come anfitrioni, e, come a Dallas, le cameriere indossano le toghe. Nel ristorante gourmet Bacanal Room, cameriere in bikini massaggiavano il collo alla clientela maschile. Appesa al soffitto della hall c’era un lampadario di quasi 10 metri, fatto da 100.000 cristalli di produzione tedesca. La piscina all'aperto sul retro, progettata come una piscina pubblica di Pompei, è stata costruita con 8.000 pezzi di marmo provenienti da una cava italiana. Le suite su due livelli offrivano agli ospiti una vista eccezionale.

Il cantante Andy Williams ha eseguito il suo show davanti 800 spettatori nella sala eventi Circo Massimo, progettata per assomigliare all'interno del Colosseo romano. Il luogo sarebbe diventato in pochi anni lo scenario per le principali stelle dello spettacolo, tra cui Frank Sinatra, Sammy Davis Jr., Judy Garland, Woody Allen, Cher e Aretha Franklin.

Sarno ha dichiarato di aver scelto il nome di "Cesari", perché chiunque vi entrasse doveva sentirsi come se fosse un "Cesare" e per i suoi clienti "perché possano abbandonare il mondo reale ed entrare in un mondo di fantasia".

Durante i tre giorni della lussuosa festa di apertura, in una settimana calda d’estate nel mese di agosto 1966, i soci hanno speso un milione di dollari, per 1.400 assistenti, 50.000 bicchieri di champagne e tartine al granchio reale importato dall’Alaska e un paio di tonnellate di filet mignon.

Ma ci sono altre storie, racconta Burbank. Il temerario Evel Knievel è quasi morto nel tentativo fallito di saltare sopra le fontane del Caesars con la sua moto nel 1967.

Sarno, in seguito ad un'indagine federale sulle finanze del Caesars, ha venduto la proprietà nel 1969 per 58 milioni di dollari a Stewart Clifford Perlman, che ha usato segretamente il mafioso di Miami, Meyer Lansky, come un investitore nascosto. Le gare di Formula Uno si sono svolte a Las Vegas per diversi anni dal 1970, vicino al Caesars.

Diversi lavori di ristrutturazione e rimodellamento hanno avuto luogo nel tempo, come hanno fatto i nuovi proprietari. Oggi, il Caesar, di proprietà di Caesars Entertainment, ha 4.000 camere ed è collegato ad un centro commerciale di lusso, il Forum Shops.

La maggior parte dei motel Cabana di Sarno non esistono più. Palo Alto è stata dichiarata insolvente nel '68, Dallas è fallita nel 1969. Sarno è morto nel 1984 all'età di 62 anni, ma la sua visione romana del Caesar, kitch ed eccessiva, era più adatta a Las Vegas, ed è ancora un classico a mezzo secolo dall’apertura.