Clinton vs Trump: quale sarà il destino del poker online?

L'8 novembre prossimo, gli americani eleggeranno il successore di Barack Obama alla Casa Bianca. Secondo indiscrezioni provenienti dalla stampa americana, le elezioni presidenziali potrebbe avere conseguenze dirette sul poker online negli Stati Uniti.

Nei giorni scorsi, Donald Trump e Hillary Clinton sono stati nominati ufficialmente dai rispettivi congressi per la corsa finale alla conquista del trono della Casa Bianca. Dietro la loro elezione si celano diverse strategie economiche che influenzeranno l'economia americana nei prossimi anni. Ma dietro i rumors sui programmi post-elettorali dei due candidati c'è qualcosa che in particolare preoccupa il segmento del poker.

Quali sono gli obiettivi che i due candidati si prefiggono per il poker online negli Stati Uniti? Ricordiamo che negli Stati Uniti, dopo il Black Friday, solo in alcuni stati come New Jersey, Nevada e Delaware è consentito il gioco d'azzardo online, inoltre il veto posto dall'AGA e dagli stati federali al gambling online sta ostacolando la diffusione di uno dei segmenti economici più floridi in Europa.

Hillary Clinton e il Poker Online

Cominciamo dalla candidata repubblicana Hillary Clinton. Nel 2006, è stata la prima donna insieme al marito, Bill Clinton, a votare a favore della Internet Gambling Enforcement Act (UIGEA), che serviva per vietare il gioco d'azzardo online negli Stati Uniti. Nel 2008, però, la Clinton ha cambiato improvvisamente idea ... o meglio, gliel’hanno fatta cambiare. La catena Harrah e MGM erano tra le aziende che allora hanno finanziato la sua campagna presidenziale e tra gli obiettivi politici di entrambi era incluso il potenziale del gioco d'azzardo online negli Stati Uniti.

Otto anni più tardi, sembra che Clinton abbia mantenuto le premesse dopo aver dichiarato, durante una campagna in Nevada, che "se permettiamo il gioco d'azzardo online, dobbiamo assicurarci che esista un qualche tipo di regolamentazione e di responsabilità, come accade nel resto del mondo o come qui a Las Vegas".

Non ci sembra che stia demonizzando il gioco online, vero? La campagna della Clinton continua ad essere finanziata da Harrah, un colosso con interessi anche nel settore online, soprattutto nello Stato del New Jersey, che è uno dei pochi ad offrire un mercato regolamentato.

Donald Trump e il Poker online

E che dire di Donald Trump? Il magnate americano aveva raggiunto l’apice del successo ad Atlantic City, con il Trump Plaza Casino ed il Trump Taj Mahal. Entrambi sono stati successivamente chiusi o venduti, anche se la posizione di Trump nei confronti del poker online è abbastanza chiara. "I giochi online sono arrivati, in altri paesi sono arrivati, e l'America ha perso qualcosa, come al solito", ha dichiarato il candidato repubblicano.

Infatti, nel 2006, Donald Trump è apparso su ESPN dando lezioni di poker:

La campagna presidenziale di Trump è stata finanziata in parte dai casinò Sheldon Adelson. Adelson ha pubblicamente sostenuto Trump e si dice che abbia contribuito con 100 milioni di dollari per pubblicizzare la sua campagna.

Adelson, di 82 anni, è il proprietario del gruppo Las Vegas Sands, una delle maggiori potenze in gioco d'azzardo fisico negli Stati Uniti. Ma, Mike Pence, candidato di Trump alla vice presidenza e governatore dell'Indiana, ha invece appoggiato la campagna di Adelson contro il gioco online negli Stati Uniti. Pertanto, vige ancora qualche dubbio sulla posizione assunta da Trump in materia, dal momento che in diverse dichiarazioni ha parlato dei guadagni globali che potrebbe avere il gioco online per gli Stati Uniti, mentre uno dei suoi principali sponsor della campagna è decisamente contro.

Per conoscere il destino del poker online e dell'intero settore digitale sarà necessario aspettare l'anno 2017.