Decreto Dignità e sue conseguenze: Quattro punti fondamentali da rispettare per le aziende

lug 24

Francesco Graziano, Chief Marketing Officer e Country Manager Italia SKS365, azienda leader in Italia con il marchio PlanetWin365, ha parlato in una lunga e bella intervista rilasciata ad Agimeg delle ultime sul mondo del gioco: dal Decreto Dignità alle sue conseguenze, passando per l’evoluzione dell’advertising - tema centrale a livello europeo - ed una rinnovata consapevolezza sull'importanza della rete fisica.

Come è noto, il Decreto Dignità è pienamente in vigore dallo scorso 15 luglio, dopo essere stato approvato un anno prima, nel 2018. La pubblicità, in forma diretta o indiretta, è vietata su tutti i giochi comprendenti vincita in denaro e inoltre su tutti i mezzi, stampa, radiofonici, televisivi: “Il Decreto Dignità è frutto di diverse componenti. La colpa del settore è quella di essersi forse troppo 'appoggiati' al Decreto Balduzzi. Aver basato l’attività promozionale facendo riferimento solo al suddetto decreto è stato un limite. Bisognava andare oltre, ad esempio con una politica meno aggressiva di occupazione spazi ed una autoregolamentazione condivisa che avesse come focus l’intrattenimento. Per quanto ci riguarda siamo sempre andati nella direzione di mettere in risalto la parte ludica della nostra attività. Detto questo, ricordo che tutti gli operatori hanno sempre agito nel pieno rispetto delle regole” – ha detto Graziano.

Per lo stesso, le aziende dovrebbero basare la loro reazione su 4 punti fondamentali e cruciali: il primo, forse il più importante, la qualità del prodotto come veicolo principale di sostegno all'attività imprenditorialità. Un prodotto ben fatto sotto ogni aspetto è un prodotto che si vende. E gli altri punti? “Il secondo punto è molto collegato al primo. Perché al prodotto di qualità deve far seguito una rete di qualità. Una società come la nostra punta sempre sul rinnovamento della rete per offrire la migliore esperienza al cliente. Quindi grande attenzione all'accoglienza, alla tutela del cliente ed all'offerta, come detto, di prodotti all'altezza. Insomma entrare in agenzia deve sempre essere un’esperienza piacevole anche a prescindere dal gioco in se stesso. Il terzo punto riguarda il tipo di comunicazione che deve cambiare da advertising in informazione. Un adeguamento che deve riguardare anche gli affiliati che dovranno puntare su una comunicazione più virtuosa. Non si dovrebbero limitare solo alla comparazione quote ma anche, ad esempio, a confronti sugli strumenti di protezione del cliente. Il quarto ed ultimo punto riguarda la comprensione attenta e condivisa delle linee guida, in tema di pubblicità, emanate dall’Agcom. Il documento dell’Autorità, rispetto al decreto Dignità, è molto più corposo e contiene interpretazioni da interpretare. Insomma un processo complesso su cosa si può o non si può fare. Ogni studio legale od avvocato che segue un operatore può arrivare a soluzioni diverse che potranno essere chiarite da eventuali sentenze. La mia idea è quella che ci vorrebbe un tavolo comune tra le parti legali dei vari operatori, con l’obiettivo di arrivare a un documento finale che sia una sintesi generale delle varie posizioni e che tracci un percorso condiviso”.

Il Decreto Dignità, porterà ad una concentrazione sul mercato? Per Graziano la fusione di aziende è un fenomeno assai normale che si sta verificando nel nostro paese, e il non poter acquisire clienti in maniera classica potrebbe portare un operatore più piccolo a confluire in aziende da bacini più ampi, per allargare la propria base di consolidamento.

E invece, su un rilancio della figura dei PVR? Si tratta dei punti vendite ricariche, a cui, secondo Graziano, va guardato con molta attenzione, dal momento che si tratta di un segmento delicato in cui c’è bisogno di essere certi di avere tutte le carte in ordine per questioni come l’antiriciclaggio: “Sul tema SKS365 è al top in Italia grazie a un costante lavoro di implementazione e aggiornamento delle infrastrutture tecnologiche. Ma, come dicevo, è un tema delicato, che va affrontato con molta cautela in modo da tutelare chi opera tramite concessione ADM e che, essendo giustamente sottoposto a regole sempre più stringenti e ad altissimi costi di gestione, si ritrova a dover fronteggiare di fatto una concorrenza sleale da parte di chi usa i PVR in modo poco ortodosso”.