Dipendenza da gioco d’azzardo: perché il racconto che se ne fa è fuorviante

data di creazione: feb 13
Scritto da Alessandra Santoro

Il gioco legale è sotto attacco, colpa di un problema radicato nella società ma che non si può oggettivamente ridurre al solo gioco pubblico. È infatti un rischio non solo del gambling ma di tante altre attività che un soggetto a rischio possa sviluppare una dipendenza.

Certo, il gioco d’azzardo indubbiamente fa propendere maggiormente il consumatore verso lo sviluppo di una compulsione, ma è una logica conseguenza del fatto che in ballo ci siano dei soldi. Tuttavia, nella comunicazione e nel racconto delle dipendenze, gli operatori di gioco pubblico sono troppo spesso descritti come rappresentanti del male puro.

Non è specificato, invece, che tutti i casinò online e le agenzie che operano nel territorio italiano si stanno dotando man mano di sistemi di sicurezza e di prevenzione sempre più efficaci nella lotta contro le dipendenze. A partire dalla programmazione delle slot machine online, fino alla velocità e all’impatto dei colori: i nuovi sistemi sono tutti orientati verso un’esperienza di gioco unica sì, ma anche e soprattutto sicura.

È vero, però, che una dipendenza si sviluppa soprattutto in condizioni sociali precarie.

L’ultimo anno è l’emblema di questo concetto e avvolge ogni sfera sociale e ogni fascia d’età: dai giovani che vedono la loro crescita come frenata, ai più grandi che navigano in difficoltà economiche di ogni tipo, fino agli anziani, considerati più a rischio perché più cagionevoli. Indubbiamente terreno fertile per la zizzania delle dipendenze.

I dati che vengono presi a modello per indicare uno sviluppo delle dipendenze e una crescita di gioco dovuta all’emergenza sanitaria però sono fuorvianti e spesso letti male. Si parla ad esempio di un incremento del gioco d’azzardo online del 25% e che abbia colpito i più giovani, in molti casi minorenni. Si parla poi di come, nell’online gambling, si sia arrivato ad un’impennata nei periodi post-pandemia, arrivando ad una percentuale del 13% tra novembre e dicembre 2020.

Si sostiene – dunque – che lo sviluppo di dipendenze sia una conseguenza degli effetti del Coronavirus, ma ciò è fuorviante.

  • In primis perché, il calo del gioco terrestre nei mesi post-pandemia è spiegato dalla chiusura forzata e reiterata di ogni attività sul territorio nazionale. Per tale motivo, l'online continua a crescere.
  • In seconda battuta perché, da marzo a giugno, una grossa fetta di mercato è stata bloccata: quella delle scommesse di tipo sportivo, nullificate dalla totale mancanza di eventi.
  • Un altro dato fuorviante è quello che considera quella del gioco d’azzardo la fascia di produzione più rischiosa per lo sviluppo di dipendenze.

Se nelle righe precedenti abbiamo parlato di come sia effettivamente una categoria rischiosa, abbiamo anche elogiato i sistemi di prevenzione adottati dai migliori casinò online italiani e dagli operatori di scommesse sportive. Che, infatti, funzionano: ad oggi, le dipendenze da gioco d’azzardo si piazzano al settimo posto tra gli italiani, dietro dipendenze da fumo, da alcolici, da droghe varie, dallo smartphone, dallo shopping o dipendenze di tipo sessuale. In nessun caso, specialmente sulle sigarette, viene attuata una prevenzione e una campagna di avvertimento al consumatore così proficua.