Divieto di pubblicità sul gioco d'azzardo, finita la proroga concessa

lug 09

Divieto di pubblicità sul gioco d’azzardo, finita la proroga concessa

I contratti in essere avevano avuto una proroga fino al luglio 2020. Il tempo è scaduto oggi, tra pregi e difetti.

Aggiornamenti dal mondo politico e burocratico per quanto riguarda il gambling. Sono state infatti approvate le Linee Guida per quanto concerne gli interventi regolamentari e sanzionatori in materia di divieto di pubblicità del gioco a pagamento. Le ultime novità portano all'esaurimento della fase transitoria, quella che fa riferimento ai “contratti in corso di esecuzione” al momento dell’entrata in vigore del divieto e che erano stati prolungati per un anno. Un lasso di tempo che si è concluso proprio in questo mese.

L’implementazione del divieto ha quindi trovato effettiva e piena applicazione e adesso, grazie alle Linee Guida, le autorità competenti in materia hanno voluto fornire regole e principi di carattere generale. L’obiettivo è quello di consentire agli operatori del settore di ottenere un orientamento corretto per l’interpretazione dell’articolo 9 del Decreto.

Nella delibera di approvazione, infatti, l’Autorità si riservava di inoltrare comunicazione al Governo per evidenziare eventuali passaggi critici per quanto riguardava le circostanze “nelle quali si pongono criticità ai fini di una effettiva ed efficace azione di vigilanza e di contrasto al fenomeno della ludopatia”, per le quali sarebbero state inviate al Governo specifiche segnalazioni. E così è stato: sono state infatti formulate alcune proposte di intervento, con la speranza che si possa arrivare ad una riforma organica di tutta la materia, per superare le criticità e continuare ad assicurare la tutela del consumatore, che passa anche attraverso un’adeguata comunicazione e una precisa sensibilizzazione.

La segnalazione pone ancora una volta l’accento sull’importanza della conoscenza e della promozione del gioco legale, sulla capacità di distinguere e quindi colpire le attività tipicamente illegali, sulla possibilità di adottare strategie di diverso livello per contrastare il gioco d’azzardo tra minori o tra giocatori problematici. Ultimamente, infatti, sempre più operatori ed esperti del settore avevano chiesto la promozione di campagne di informazione mirate, in particolar modo, ai rischi connessi al gioco e sui supporti medico-terapeutici disponibili nonché una serie di regole differenziate che permettano, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica, di tener conto delle specificità delle diverse piattaforme trasmissive.

Perché bloccare la comunicazione sul gioco non vuol dire semplicemente non vedere più la pubblicità di casinò online o di scommesse sportive in tv. Significa anche recidere il contatto col cliente e col giocatore, lasciandolo in balia di truffatori, hackers e pericoli di ogni tipo. Invece serve continuare a parlare di gioco d’azzardo, soprattutto ai più giovani e alla popolazione a rischio. Senza norme proibizioniste.