Gioco d’azzardo, terra di nessuno. Urge un testo unico per regolamentare il settore

Ancora una volta dopo mesi di discussioni e dibatti il tema del gioco d’azzardo divide e sembra essere la terra di nessuno nella quale il Governo cerca di muoversi annunciando di voler combattere il gioco d’azzardo patologico, ma senza rinunciare agli introiti che sono fonte di ricchezza.

Il caos generale regna e da più parti nel mondo della politica giunge la richiesta di un testo unico atto a regolamentare una volta per tutte gli aspetti del gioco legale in modo da non sottovalutare tutte le persone che lavorano nell'industria e che si trovano in condizione di precarietà. Una delle richieste per un testo unico parte della deputata di Leu e vicepresidente della XII Commissione Sanità e Affari Sociali della Camera, Michela Rostan che punta sulle promesse non mantenute per contrastate il gioco d’azzardo patologico che il Governo ha fatto.

Non si tratta di aumentare le tasse per i concessionari che riversano questi aumenti su gestori e giocatori, ma di capire quale sia il provvedimento più adatto a contrastare quella che è una vera e propria patologia e metterlo in atto. Inoltre, una linea guida è necessaria anche per i Comuni e le Regioni ai quali è stato affidato il compito di autodisciplinarsi senza però istruirli ad una scelta corretta.

Anche Mauro Dattis di Forza Italia che parla di un atteggiamento ipocrita da parte del Governo che fa finta di voler bandire il gioco d’azzardo, ma che in realtà ne trae molti guadagni con il conseguente aumento dell’illegalità che invece, prima del Decreto Legge Dignità era regredita ed ogni giorno diminuita.

I dati vengono direttamente dalla Guardia di Finanza che nei propri report parla dell’aumento dell’illegalità, una piaga che sta colpendo indirettamente l'autorità e la reputazione dei casinò online AAMS. Si auspica, quindi, un dibattito serio e la stesura di un testo unico fatto da tutti gli organi del Governo

Questa malafede del Governo è sottolineata anche da Carmelo Miceli del Pd che mette in evidenza il totale disinteresse del Governo a fare un incontro con le associazioni di categoria pronte a spiegare quali sono i disagi di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie.

Al coro delle voci si aggiunge anche Ubaldo Pagano del PD che chiede di lavorare insieme per analizzare il gioco d’azzardo nelle tante sfaccettature cercando di tutelare davvero i giocatori. La finzione che si sta creando attorno a questo provvedimento è determinante per il mancato intervento duro nei confronti della patologia del gioco d’azzardo compulsivo.

Il punto cruciale sembra quindi essere un atteggiamento ambiguo da parte del Governo che parla di piaga sociale del gioco d’azzardo patologico da combattere con ogni mezzo, ma poi propone leggi che sembrano un contentino e che oltretutto essendo mal strutturate danneggiano solo i lavoratori senza in effetti riuscire a venire a capo del reale problema. Anzi, in qualche modo il tanto discusso distanziometro, la possibilità che ogni Comune faccia da solo le leggi e la mancanza di pubblicità informative sui canali legali, stanno favorendo il riemergere del gioco illegale che con tanto impegno da parte delle istituzioni era regredito. Si aggiunge quindi, al problema della dipendenza da gioco d’azzardo anche la trappola dell’illegalità. A questo diventa davvero cruciale una regolamentazione chiara che faccia ordine e tuteli sia i giocatori che i lavoratori.