Gioco terrestre vs Gioco digitale: il doppio volto dello Stato

Il 30 aprile si conclude l’operazione “taglio macchine” previsto dalla “manovrina” 2017.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha iniziato il processo di individuazione delle slot machine che dovranno essere bandite dal territorio, come previsto dalla ‘manovrina2017.

Il sottosegretario all’Economia Baretta, ha ribadito che “si tratta di un un obbligo a cui concessionari e operatori di gioco non potranno sottrarsi”, aggiungendo che “i controlli da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli scatteranno a partire dal 2 maggio prossimo”. Secondo l’operazione “taglio macchine”, che si concluderà il 30 aprile, gli apparecchi in funzione non potranno superare le 264.674 unità. L'operazione non riguarderà il settore dei casinò online AAMS e il parco delle slot machine online rimarrà integro a livello digitale.

Diversi concessionari di rete hanno comunicato ai gestori di attendere l’intervento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che, entro dieci giorni lavorativi dalla scadenza dei termini, si occuperà di comunicare la riduzione del numero di nulla osta attivi, secondo quanto stabilito dal decreto di riferimento.

L’Adm opererà una analisi della distribuzione territoriale dei nulla osta del concessionario sul territorio, individuando i nulla osta eccedenti nell’ambito di ciascuna area regionale. Il concessionario, entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento del provvedimento di revoca, dovrà provvedere al blocco degli apparecchi eccedenti e all’avvio delle procedure per la loro dismissione.

Il decreto prevede inoltre che qualora Adm riscontrasse un numero di nulla osta superiore agli step indicati, oltre il termine previsto, “inoltrerà ai concessionari ‘in difetto’ a comunicazione di avvio del procedimento di revoca di un numero di nulla osta pari all’eccedenza”.

Nel caso in cui il concessionario non ottemperi a quanto previsto nel comma 3, l’Agenzia delle dogane e dei Monopoli provvederà ad applicare la sanzione amministrativa pecuniaria pari a 10.000,00 euro per ciascun apparecchio e, d’intesa con il partner tecnologico, disporrà il distacco immediato del collegamento dalla rete telematica degli apparecchi eccedenti.

Spetterà perciò all’Agenzia il compito di individuare quali slot ‘tagliare’ sulla base della minore raccolta media di gioco registrata negli ultimi 12 mesi su base giornaliera, limitando quanto più possibile il contenzioso con i gestori i quali dovranno prendere atto delle decisioni del regolatore.

La scelta risulta è motivata dal fatto che contro il decreto che attua la disposizione normativa voluta dal governo Gentiloni pende un giudizio davanti al Tar la cui udienza è prevista per il 23 maggio prossimo.

Cnr di Pisa: in Italia in crescita il numero di giocatori problematici

Secondo i dati emersi da un inedito studio Espad, dell’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr di Pisa, in Italia i giocatori problematici sono quadruplicati, raggiungendo quota 400mila. Nel 2007 se ne contavano 100mila. Il 43% degli italiani di età compresa tra 15 e 64 anni, ovvero 17 milioni di persone, nel 2017 hanno giocato d’azzardo almeno una volta. Nel 2014 il dato era di 10 milioni. Tra i giovani compresi nella fascia di età 15-19 anni, il numero assoluto di giocatori è però in calo, passato da 1,4 milioni a 1 milione.

La modalità più diffusa di tentare la fortuna resta il Gratta e Vinci, mentre il gioco più amato da coloro che soffrono problemi di dipendenza, non è più il classico videopoker, ma le scommesse sportive, scelte dal 72,8% di queste persone. Preferenza attribuibile alla facilità con cui ormai è possibile puntare dai propri dispositivi mobile, aspetto che inevitabilmente renderà vano l’impiego dei distanziometri.

La diffusione del gioco sul telefonino è un dato chiaro, che dà moltissimi spunti a chi deve sviluppare politiche per ridurre i danni correlati a questa attività”, ha commenta a Repubblica Sabrina Molinaro, coordinatrice dell’area ‘epidemiologica e promozione della salute’ dell’Ifc.

Un terzo degli italiani ritiene che sia possibile diventare ricco con l’azzardo grazie alle proprie abilità. Questa credenza è ancora più diffusa fra i giocatori con un profilo problematico, siano essi adulti o studenti e riguarda circa la metà di loro”, ha aggiunto. Il 16% dei giovani, ad esempio crede sia questione di abilità la vincita al Bingo.

Il 47% dei giocatori problematici ha un reddito tra i 15 e i 36mila euro all’anno. In due terzi hanno un lavoro stabile. Il 63,7% dei giocatori totali spende mediamente meno di 10€ al mese, il 25,3% fra 11€ e 50€, l’8,7% spende fra 50€ e 200€, infine, il 2,3% spende più di 200€ al mese.