Il movimento no slot alza i toni in vista dell'Elezioni Amministrative

mag 04

In vista delle prossime elezioni amministrative previste per il 5 giugno, molti candidati si sono espressi in termini di contrasto al gioco d’azzardo patologico, annunciando l’adozione di misure “no slot” nei loro territori.

Ripercorriamo le proposte che riguarderanno alcune città italiane.

Sesto Fiorentino, Firenze

La proposta arriva dal candidato a sindaco del M5S Pietro Cavallo che ha dichiarato: “Se sarò eletto lotterò contro l’azzardo, business di Stato che ricade sulle spalle dei cittadini”. “Faremo di tutto per contrastarlo anche a livello comunale. Il gioco d’azzardo legale di Stato, in Italia ha un fatturato di circa 85 miliardi di Euro, metà del quale viene generato da slot machine e videolottery. Lo scopo di queste macchine, che ipocritamente lo Stato qualifica come giochi di abilità, è quello di produrre dipendenti di massa. E’ impossibile giocare responsabilmente davanti a una slot, produrre la dipendenza è lo scopo primario di questo business. Le slot machine sono esattamente questo e si presentano alla portata di tutti, a accesso immediato e fortemente pericoloso”. Poi, conclude: “Eserciteremo pressioni verso le istituzioni regionali e nazionali affinché si varino vere iniziative a contrasto di questo fenomeno. Chiederemo il rispetto della Costituzione".

Riccione

La dichiarazione di guerra al gioco d’azzardo arriva dalla lista civica “Noi Riccionesi” con il "No" all'apertura di nuovi locali di gioco, creazione di campagne di sensibilizzazione sul tema, riduzione del numero delle slot attraverso l’offerta di agevolazioni fiscali per i gestori di locali e sale da gioco che decideranno di eliminarle dai loro esercizi.

Varese

Durante la presentazione del suo programma per la città al teatro Santuccio, il candidato del centrosinistra Davide Galimberti, ha elencato la lotta al Gap e alle slot machine sottolineando che “in caso di vittoria la mia amministrazione non ammetterà alcuna forma di tolleranza nei confronti degli esercizi che non rispettano le regole in materia di gioco d’azzardo”.

Montebelluna, Treviso

Promette ulteriori divieti Davide Quaggiotto del Pd, con il “no” all’apertura di nuove sale giochi e l’installazione di slot. Tiziana Favero, candidata di Alternativa Giusta propone un’ordinanza regolativa per limitare l'apertura delle sale da gioco. “Uno dei primi atti che farò in caso di vittoria sarà un’ordinanza in cui sale gioco e videolottery dovranno restare aperte solo dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22. E stessi orari anche per le macchinette nei bar. I trasgressori saranno multati e chi sarà recidivo rischierà la chiusura. La prima violazione prevederà una sanzione di 300 euro, la seconda di 450 euro più 7 giorni di sospensione dell'attività, dalla terza in poi 450 euro di multa più 30 giorni di sospensione per le sale gioco. Mentre per i bar interdizione degli apparecchi da gioco”. La Favero ha sottolineato l’impegno nella lotta alla ludopatia “sono 127 le persone in terapia per gioco d’azzardo patologico, seguite dall’Usl 8, molte delle quali a Montebelluna, ma potrebbe essere solo la punta dell'iceberg. Per questo dobbiamo essere parte attiva nella lotta contro questa dipendenza”.

Latina

La candidata al consiglio comunale del PD, Nicoletta Zuliani, propone di redigere un regolamento comunale al fine di riformulare gli incentivi anti-slot abbassati dalla precedente amministrazione, fornendo in tal modo uno strumento in più per le forze dell’ordine. “Scrivere un regolamento comunale su questi dispositivi, ad oggi inesistente, significherebbe non solo porre delle limitazioni alle macchinette mangiasoldi ma fornire uno strumento d’intervento in più alle forze dell’ordine che potrebbero intervenire in caso di irregolarità rispetto al regolamento comunale”.La Zuliani, ha fatto riferimento alla legge regionale sul Gap del 2013, come strumento che può servire al contrasto del gioco d’azzardo patologico e che all’’articolo 4, comma 2, prevede la possibilità da parte dei Comuni di creare incentivi per quelle attività che rimuovono oppure che decidono di non installare le slot machine. “In Comune avevamo approvato uno sconto sul 30% della parte variabile della Tari per quelle attività commerciali che avrebbero eliminato le slot dai propri locali. Con l’abbassamento al 10% di questo sconto dalla giunta di centrodestra di Giovanni Di Giorgi, il provvedimento è stato in questo modo praticamente reso inefficace. Propongo perciò di rivedere al più presto questi sconti perché le attività commerciali tornino ad essere sostenute qualora scegliessero la strada della sana socialità attraverso la il no alle slot”.