Innovazione e user experience: l'eSports sulle orme del gambling

giu 15

Martedì 12 giugno è partito a Milano il Social Media Week, il grande laboratorio di tecnologia ed innovazione che si presenta quest'anno con un evento unico, ma duplice, considerato imperdibile dallo Chairman della manifestazione, Gianluca Neri. La SMW è considerata tra i dieci eventi più innovativi e rivoluzionari al mondo, nata con l’intento di esplorare l’impatto sociale, culturale ed economico del web, del digital e dei social network.

Ho sempre partecipato alla Social Media Week perché l'ho sempre vista coma una valida occasione di confronto. Un posto in cui i maggiori esperti riuscivano a incontrarsi per delineare delle linee guida su come affrontare il web. Cosa che non sempre accade in altri eventi, dove troppo spesso i momenti di confronto risultano essere sterili o poco produttivi, almeno da un punto di vista dell'individuazione di posizioni comuni e sinergie, limitandosi alla presentazione di più punti di vista. L'edizione di quest'anno, inoltre, rappresenta un bell'esperimento, provando a unire due manifestazioni, tra Roma e Milano, che hanno funzionato, e molto, in modo separato e che ora potrebbero confluire traendo beneficio a vicenda”, ha commentato il conduttore.

Durante la settimana dedicata alla tecnologia ed ai social media saranno toccati svariati temi, tra i quali la privacy, le fake news, e il cyberbullismo. Delle fake news si occuperà il professor Roberto Burioni, mentre la blogger, Selvaggia Lucarelli, offrirà il suo punto di vista in merito al bullismo in rete. “Ma avremo anche degli influencer 'di quelli veri': scelti cioè dal popolo del web e dai più giovani, magari anche sconosciuti dai più grandi”, ha annunciato Neri.

In questa edizione della Social Media Week Italy verrà trattato anche il tema degli eSports, già affrontato, seppur con brevi accenni, nella precedente edizione romana della kermesse, ed ora riproposto da un punto di vista più ampio e generale accompagnato da dimostrazioni sul campo.

Secondo Neri si tratta di “un mondo che dovrebbe affascinare chiunque. Soprattutto nel business, tenendo conto che il budget per la realizzazione di un videogame è di milioni di euro e supera ormai di gran lunga quello del cinema hollywoodiano. È un fenomeno letteralmente di massa anche se, ancora oggi, c'è una certa resistenza nel considerarlo tale. Mentre invece è destinato a rivoluzionare l'intero sistema, economico e culturale, perché è ormai evidente che si tratta di videogiochi ma non più soltanto di roba da ragazzini. Anzi”.

Tutte le varie tematiche e relativi cambiamenti verranno riassunti e concentrati nel tema clou della manifestazione di quest’anno: “Closer”. La conversazione sarà centrata sull’analisi dei dei modi più produttivi che possono portare all'innovazione e al miglioramento delle esperienze dei consumatori e delle istituzioni, - tendenza che già si sta affermando nel settore dei casinò online - puntando l’attenzione sull'influenza delle tre tendenze chiave del mondo contemporaneo: business, cultura e società.

Più che prossimi, siamo già immersi. Internet è entrato ovunque, in tutto e per tutto. In America, per esempio, si dice 'cable', cioè cavo, riferendosi all'analogico, per indicare qualcosa di superato, di antico. E pensare che fino a poco tempo fa, almeno da noi, ci sembrava un progresso incredibile l'adsl e la banda larga per navigare in rete. Ormai c'è chi accende le luci di casa con lo smartphone e che ordina le provviste con il frigorifero o il tablet. E' evidente che quel tipo di società che immaginavamo tempo fa sta iniziando. Ed è già iniziata, anche da noi”.

L'Italia ha certamente un problema di infrastrutture, ancora eccessivamente grande. Per noi milanesi lo vediamo non appena ci muoviamo dalla città, quando ci spostiamo appena di qualche chilometro per andare in crisi con le connessioni del telefonino e il 4G. Chi lavora nel mondo del web percepisce dei problemi che poi non sono in realtà i problemi della popolazione generale, soprattutto in Italia. Fuori siamo rimasti vent'anni indietro, per un paese che viaggia sempre più a due velocità”.

Proprio per tali ragioni, sottolinea Neri, il cambiamento deve essere affrontato ed a tutti i livelli.

“Dobbiamo ripartire da questi eventi e dalle istituzioni, che devono essere sensibilizzate da questa realtà emergente. Internet va usato e va usato per migliorare le vite. Poi è noto a tutti che ci sono degli imbecilli che sparano insulti sul web e sui social, ma è anche vero che non c'è mai stata la possibilità di informarsi così facilmente e così velocemente come adesso, grazie a queste stesse tecnologie. C'è la possibilità di risparmiare tempo e denaro, pensando ai nuovi sistemi di pagamento, di chiamarsi facilmente in tutto il pianeta e senza costi. Si sono accorciate le distanze e ci sono tanti altri benefici che possiamo elencare. Ma tutto questo va sfruttato. E non può essere soltanto il bullismo a portare internet in prima pagina per parlare dei problemi. È questa la grande sfida della Social Media Week Italia e del nostro paese”.

L’obiettivo primario della Social Media Week è infatti proprio quello di aiutare le persone e le organizzazioni a connettersi tra loro attraverso la collaborazione e la condivisione di idee, esperienze, conoscenze ed informazioni e coinvolgere fisicamente nel mondo migliaia di persone in ventisei città che rappresentano i cinque continenti.