La sottile linea alcolica tra il gambling e lo shopping compulsivo

apr 06

Secondo uno studio condotto dal team di finder.com, molti americani, soprattutto uomini, spendono molti soldi online quando si trovano in stato di ubriachezza, essendo il gioco online una delle loro attività preferite. Diversi acquirenti hanno ammesso di aver speso molti più soldi online sotto l'influenza dell’alcool rispetto a quanti ne hanno spesi da sobri.

Il gioco d'azzardo online è più comune negli uomini ebbri rispetto alle donne e questi spendono di più quando si trovano in questo stato. Secondo lo studio, gli uomini sono più propensi ad essere meno attenti quando giocano in stato di ubriachezza rispetto alla loro controparte femminile. Nel frattempo le donne ebbre sono più propense a divertirsi e sentire meno sensi di colpa quando si dedicano allo shopping online.

Lo studio è stato realizzato subito dopo i festeggiamenti per la giornata di San Patrizio, un'occasione che gli analisti hanno considerato appropriata per raccogliere dati specifici sul tema. C’è da sottolineare che finder.com è un sito web che promuove di tutto, dai prestiti di emergenza a vendite di assicurazioni per i viaggiatori, e possiede un enorme database dal quale ha attinto per desumere le testimonianze riferite all’indagine.

Da questa è emerso che il 6,2% degli americani che si dedica allo shopping online in stato di ebbrezza finisce sempre col dedicarsi a qualche tipo di scommessa o gioco d'azzardo online. Il sondaggio, che ha coinvolto 3.123 adulti, ha rivelato che gli acquisti più comuni delle persone alcoliche si compongono di calzature e abbigliamento (7,1%), seguiti da vicino dal gioco d'azzardo (6,2%), sigarette e articoli di fumo (circa il 5%), film e DVD (4%) e acquisti tecnologici (3,3%).

"Quando le persone cominciano a bere, si sentono più disinibite e tendono a fare cose che le fanno sentire bene", ha affermato il direttore esecutivo di Finder, Fred Schebesta, che ha inoltre sottolineato come le spese in abbigliamento o scarpe non corrispondono spesso ad una necessità, ma rappresentano il più delle volte una tentazione cui gli acquirenti danno libero sfogo quando sono ubriachi. Secondo Schebesta, la persona tende a vedere tutto sotto una luce più interessante quando è sotto l'effetto dell’alcool e questa condizione la porta ad agire per semplice riflesso.

Alcuni dati emersi dallo studio, non sembrano essere così rivelatori. Mentre le donne si dedicano allo shopping online e spendono di più in abbigliamento e calzature quando si trovano in stato di ubriachezza, gli uomini nello stesso stato, preferiscono tentare la fortuna nel gioco. Infatti, il 9% degli uomini ebbri che spendono il loro denaro online, finiscono sempre per puntare la loro attenzione in attività legate ai giochi.

Le donne non sono immuni alle tentazioni del gioco d'azzardo, ma solo il 4% ha confessato di aver piazzato scommesse in stato di ebbrezza. E’ evidente che gli uomini spendono più delle donne, al contrario di ciò che accade per i consumatori che effettuano acquisti in stato di sobrietà.

Lo studio ha anche rivelato che la spesa media della gente ubriaca è di 139 dollari, ma il totale varia a seconda del sesso. Gli uomini spendono quattro volte più delle donne, 230 dollari contro 54. Inoltre è emerso che l'americano medio spende 796 dollari all'anno in alcol, che per l'industria significa entrate pari a 179 milioni in un anno. Idaho, Alabama, Rhode Island e Iowa, sono gli Stati i cui abitanti spendono di più per l'alcol, rimane qualche dubbio sul Nevada, dal momento che lo stato non ha fornito cifre ufficiali sul consumo di alcol.

La maggior parte delle spese e degli acquisti effettuati sul web in stato ubriachezza sono di solito i più sbagliati e persino divertenti. Inoltre molte delle persone ebbre che spendono i loro soldi online, possono essere reindirizzate a siti come drunkMall.com, che ospita persone intossicate dall’alcol e propone l'acquisto di articoli divertenti.

In questo negozio online pensato apposta per gli ubriachi che vogliono spendere i loro dollari online, si può trovare di tutto, da palline antistress a forma di seno femminile, a magliette che mostrano un Nicolas Cage satanico o parrucche per cani.

Il CEO di Finder.com ha spiegato che Internet è una risorsa meravigliosa e la vita moderna è impensabile senza la tecnologia, per cui la rete merita tutto il rispetto che può essere dato al fatto di navigare, soprattutto quando si è sotto l' influenza dell’alcool o di altre sostanze.

"La spesa nello shopping online di un ubriaco è qualcosa che deve essere evitata, pertanto consigliamo ai nostri clienti dediti al bere, di disattivare i loro servizi di dati ed eliminare gli archivi di dati dalle loro carte sia nei loro computer che nei telefoni cellulari".

Non solo ludopatia. Lo shopping compulsiva entra nell'Hall of Fame delle nuove dipendenze

Diversi studi dimostrano come nella società moderna “l’acquisto di beni materiali non sia più strettamente legato all’effettiva necessità e spesso acquistiamo prodotti senza averne realmente bisogno”. Lo shopping degli utenti è spesso impulsivo e non si valutano con cognizione di causa le ragioni e le motivazioni che ci spingono a farlo; a volte lo si giustifica asserendo che si aveva la necessità di “tirarsi su il morale”, altre volte la convinzione di aver fatto un ottimo affare ci rende miopi, altre volte ancora l’acquisto diventa quasi una forma di social post e la si condivide con gli amici e si ostenta con gli estranei.

Una studio compiuto dall’Università Luiss di Milano attesta che generalmente “compriamo senza una vera motivazione e lo facciamo così frequentemente che la maggior parte delle volte neanche ci accorgiamo ed il fatto che sia una cosa socialmente accettata, rende meno probabile l’analisi di un comportamento comunque deviato”.

Esistono casi in cui questi acquisti, definiti dagli psicologi come “consolatori”, diventano più frequenti e irrinunciabili di quelli effettuati per necessità e le somme utilizzate diventano sproporzionate rispetto alle proprie capacità economiche. Si trova in questa situazione circa il 6% della popolazione che soffre della sindrome da shopping compulsivo (compulsive buying sindrome, CBS) che, insieme ad altre patologie affini come il gioco d’azzardo patologico, la dipendenza da sesso e da cibo, è entrato di diritto nell’ampia categoria delle “nuove dipendenze”. In questi casi, dal punto di vista fisiologico, non riscontriamo un impulso verso l’uso di sostanze chimiche, bensì verso dei comportamenti o azioni lecite, socialmente accettate e regolarizzate legalmente.

Il problema dello shopping compulsivo riguarda un numero sempre maggiore di persone e lo dimostrano anche diversi studi e ricerche effettuate negli ultimi decenni da team specializzati. Uno degli errori più comuni è quello di sottostimare la quantità di persone che soffrono di questa malattia, poiché siamo in presenza di azioni che ciascuno di noi compie quotidianamente. È quindi difficile distinguere a prima vista una persona impulsiva e materialista da una che soffre di CBS, soprattutto quando le conseguenze sociali e finanziarie sono poco evidenti.