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C’era una volta il modello di riferimento a livello mondiale

su Alex di Maggio | Pubblicato il August 08 2018 | Inserito in Notizie
C’era una volta il modello di riferimento a livello mondiale | {bonus}

L’Europa intera si sta chiedendo cosa sta accadendo al settore dei giochi in Italia e come sia mai stato possibile approvare il Decreto Dignità, legge che prevede il divieto totale di ogni forma di pubblicità del gioco con vincita in denaro. Un provvedimento che si ripercuote negativamente sull’intero comparto e che colpisce operatori di gioco ed imprese.

La conclusione di questo stato di cose, è che il nostro paese, preso come modello di riferimento dal punto di vista della regolamentazione, non solo in Europa, ma anche a livello mondiale, soprattutto per gli straordinari risultati ottenuti in termini di presidio della legalità e di emersione del sommerso, si è convertito ora nell’oggetto di scherno da parte dell’industria globale del gioco d’azzardo, dalle varie giurisdizioni europee ed operatori esteri, secondo i quali questo percorso governativo rischia di far vacillare ogni certezza rispetto alla regolamentazione dei giochi.

La questione è stata affrontata all'iGBLive di Amsterdam che ha dedicato una speciale sessione al divieto di pubblicità al gioco in Italia. Tra i padiglioni del Rai di Amsterdam, dove si trovano gran parte delle aziende internazionali che operano in tutti i principali mercati europei e mondiali, la situazione italiana ha suscitato molta preoccupazione. Alcuni di questi grandi gruppi, analizzando l’assurda legge che vieta da un giorno all’altro ogni forma di promozione del gioco su qualunque mezzo, hanno avviato un’analisi sulla dismissione di parte delle attività nel nostro Paese.

Ciò vuol dire che gli uffici italiani di tante aziende e casinò online AAMS, verranno fortemente ridimensionati o addirittura chiusi, a cominciare da quelli che si occupano di marketing e comunicazione, considerato che, questo tipo di attività, non sembra più avere troppo senso alla luce del nuovo provvedimento.

Un’altra grande preoccupazione emersa durante l’evento riguarda le imprese che hanno di recente acquisito la concessione italiana per il gioco online, le quali si vedranno costrette a restituirla allo Stato italiano prima di avviare formalmente l'attività, diventando impossibile proporsi al pubblico e anche solo provare a competere con i brand già presenti sul mercato.

A questo punto si troveranno a dover decidere se continuare con i piani e gli investimenti previsti nel prossimo futuro o nei prossimi anni o se guardare altrove, come già avvenuto nel caso di Bet365, ed è proprio questa seconda ipotesi che potrebbe tramutarsi in realtà.

La cosa certa è che dopo anni di convegni e meeting internazionali che hanno esaltato il nostro sistema di controllo del mercato, l’Italia si ritrova oggi ad essere lo zimbello d’Europa.