Il terribile libro nero del gambling: tra censura e storie di fenomeni

ott 06

La Nevada Gaming Commission possiede un libro nero di persone che non possono entrare nei casinò di Las Vegas. Il “Black Book” può includere qualsiasi turista la cui presenza costituisce una minaccia per i profitti del casinò, compresi quelli che utilizzano mezzi legali quali il conteggio delle carte, quelli che segnano le carte o che cercano di modificare ad hoc il software delle slot machine vincendo un sacco di soldi in maniera sospettosa.

Con il termine “Black Book”, ci riferiamo alla lista ufficiale gestita dalla Gaming Control Board e al Griffin Book, le cui infromazioni sono condivise tra i casinò.Nel primo caso, le persone in lista sono note per avere legami con il crimine organizzato. Gli stabilimenti sono tenuti per legge a escludere tutte queste persone e possono essere soggetti a sanzioni da parte della Gaming Control Board se non lo fanno. Nel Griffin Book, che prende il nome dall’agenzia investigativa che lo gestisce, i clienti elencati, sono generalmente sospettati di violare le regole del gioco, di trarre vantaggi in modo illegale, o barare. E’ nell’interesse dei casinò escludere queste persone che minano al loro interesse economico. Il libro contiene le immagini di coloro che sono coinvolti, sia nel momento in cui stanno giocando, sia nel momento in cui vengono arrestati. Una volta aggiunti all’elenco nero, non c’è modo di essere cancellati: solo la morte permette di depennare una persona dalla lista.

Tuttavia l’ex sindaco di Las Vegas, Oscar Goodman, in una dichiarazione rilasciata a inizio 2015 al Las Vegas Sun, ha affermato che la lista è incostituzionale perché priva una persona della sua libertà di movimento ed espressione.

Secondo il sito ufficiale del Gaming Control Board del Nevada, la lista ufficiale degli “ingrati” era composta da 33 membri fino al 23 Settembre 2015.

La lista dei 33 "fenomeni" illegali del gambling

Una delle novità che ha scosso il mondo del poker è stato l'inserimento nel temuto libro nero della leggenda del poker Anargyros Karabourniotis, conosciuto come Archie Karas. Questa è una delle tante persone che sono state escluse dai casinò da quando l’elenco è stato realizzato, cioè nel 1960. Come riportato dal Las Vegas Review Journal, Karas è stato escluso dai casinò, perché, tra gli altri intrighi illegali, è stato scoperto a barare ad un tavolo di blackjack nel 2013 all'interno del casinò di San Diego. Karas è stato arrestato e condannato a tre anni di libertà vigilata. La Nevada Gaming Commission (NGC, per il suo acronimo in inglese) ha votato all'unanimità per lasciare fuori dai casinò il leggendario giocatore di poker. Se Karas venisse scoperto all'interno di un casinò in Nevada, potrebbe andare incontro ad accuse penali che lo porterebbero direttamente a passare un po’ di tempo in carcere.

L'idea di una lista nera per i casinò del Nevada è stata realizzata nel 1960 dal presidente del Gaming Control Board, RJ Abbaticchio, che non voleva che Las Vegas apparisse davanti all’opinione pubblica come un parco divertimenti per mafiosi. Grany Sawyer, Governatore del Nevada, in un primo momento ha dichiarato come incostituzionale questa misura, quindi vietare l'ingresso di un individuo in un istituto privato, ma poi ha sostenuto l'idea, appoggiando come giusto il ricorso giurisdizionale utile ad allontanare i criminali dai casinò.

Mentre in un primo momento l'elenco era composto da nomi di personaggi sconosciuti e membri della criminalità organizzata, oggi per essere espulso da un casinò a vita non basta essere un delinquente rinomato.

John Joseph Vaccaro Jr. ha una fedina penale che risale al 1971, ed è stato condannato nel 1985 da un tribunale federale per essere la mente di una sofisticata rete di inganni che gli ha permesso di rubare milioni di dollari alle slot machine. Lui e sua moglie, Sandra Key, facevano parte di una banda familiare criminale invischiata in frodi che ha attuato i suoi crimini anche nel sud della California e New Orleans. Sandra ha il privilegio di essere l'unica donna che, per ora è nell’elenco.

Un altro importante “escluso” è Michael Joseph Balsamo, che ha sei condanne per truffa alle slot e che è stato arrestato per la prima volta nel 1979, quando aveva solo 20 anni. Michael fino al 1984, quando è entrato a far parte della lista nera, è stato oggetto di 25 casi di frode promosse dai funzionari del Gaming Control Board. Già fuori dal Nevada, nel 1999 è stato accusato dal governo federale degli Stati Uniti come capo di una operazione di frode nel gioco a livello nazionale.

Quello di Tommy Carmichael, è uno dei casi più risonanti degli imbroglioni di Las Vegas. Dal 1980, sul retro bottega del suo negozio di riparazioni TV a Tulsa, in Oklahoma, Tommy si era stancato dei televisori e ha iniziato a inventare dispositivi per barare alle slot machine. I suoi marchingegni, che consistevano in una specie di luci accecanti nei dispositivi automatici delle slot, facevano in modo di mandarle in tilt e queste rilasciavano una marea di monete.

Per più di due decenni, Carmichael e i suoi soci, hanno rubato milioni di dollari, con questo sistema di macchine, ma la loro fortuna alla fine si è esaurita quando gli agenti federali hanno intercettato i loro telefoni sentendoli parlare di un nuovo dispositivo che avrebbe permesso di e accumulare centinaia di crediti alle slot in un solo minuto. Nel 2001, Carmichael è stato condannato a un anno di carcere e gli fu vietato di entrare nei casinò. Nel 2003, ha detto a un giornalista dell'Associated Press, che stava sviluppando un nuovo dispositivo , chiamato "lo scudo", che potrebbe individuare coloro che volevano inserire trappole nelle slot.

Un poco più “sofisticato” è stato Dennis Nikrasch, che ha bloccato le telecamere di sorveglianza mentre lavorava col suo computer su come hackerare il sistema. Una volta compiuta la magia, Dennis ha lasciato le strutture del casinò e ha portato i suoi complici, responsabili di raccogliere i frutti che l'hacker aveva lasciato. Come riportato dalle autorità di polizia, la banda Nikrasch, ha raccolto un bottino di almeno 16 milioni di dollari tra il 1976 e il 1998, compresi i 10 anni in cui Nikrasch si trovava in una prigione federale ed è stato poi messo in libertà condizionale.

Quando è stato catturato di nuovo nel 1998, Nikrasch ha detto che condividerebbe i suoi segreti in cambio di una pena più lieve, ma alla fine ha rifiutato di parlare ed è stato condannato a sette anni. "Non ho alcun desiderio di spiegare nulla al pubblico. Mai mi ha fatto così male comportarmi come uno sciocco", ha scritto dal carcere in una rivista online nel 1999.