Lockdown, terreno fertile per lo sviluppo delle dipendenze

data di creazione: feb 11
Scritto da Alessandra Santoro

È uno dei passatempi più diffusi e più amati dagli italiani, ma è anche una grossa arma a doppio taglio. Il gioco pubblico intrattiene, appassiona, premia gli utenti. Sa anche essere crudele, perché il gioco è così: si vince e si perde. L’importante è che sia, per l’appunto, gioco.

Il rischio che il giocatore sviluppi una dipendenza, specialmente se chi ne viene attanagliato ha una personalità fragile e facilmente condizionabile. O un vissuto particolare che possa fargli annegare i problemi nel gioco. Più c’è fragilità e la credenza che la vita sia solo contingente, più è alto il rischio di una dipendenza.

L’ultimo anno è stato duro per chiunque: dal lockdown ad un’estate di riaperture sfrontate, fino ad una seconda ondata che ha costretto nuovamente l’Italia a misure stringenti.

Nei mesi di chiusura totale, soprattutto, la psiche di chiunque è stata messa a dura prova. Dai giovani che vedono smarrire una fetta importante di vita, quella forse maggiormente decisiva per la crescita, rinchiusi in un’alternanza tra DAD e chiusure, ai più grandi, senza certezze economiche ormai demolite dalla crisi. Fino ad arrivare gli anziani, i più a rischio per l’emergenza sanitaria.

Un periodo del genere è terreno fertile per lo sviluppo delle dipendenze e le parole degli esperti non mentono: anche il gioco d’azzardo può essere incentivato in modo malsano. Colpa anche di un online gambling che ormai non ha confini: il periodo di lockdown è stato un potenziale pericolo per tutti gli utenti, anche quelli meno abituali.

Roberto Pominelli, psicologo ed esperto delle dipendenze da gioco, disegna un quadro inquietante prendendo in analisi, come punto di partenza, i cittadini bergamaschi. In una intervista rilasciata a BergamoNews, sostiene: “Tutto il mondo è andato avanti, ormai il gioco è facilmente reperibile: quello online ha avuto un boom esponenziale”, dice. Le fasce più a rischio sono quelle dei giovani e giovanissimi, per una sorta di incoscienza unita alla bravura nei sistemi online. Ma chi, nei numeri, è più sottoposto alla dipendenza appartiene alla fascia età dei tardo-adulti, vale a dire i pensionati.

I numeri più alti si registrano nell’ottica delle scommesse facili da reperire anche in tempi di lockdown: i gratta e vinci. Irrilevanti i dati riguardanti le slot machine online e l'altre tipologie di gioco digitale.

Per Pominelli si può parlare di desiderio compulsivo, ovvero dipendenza, quando “inizia ad entrare nella mente il pensiero che si vuole giocare di più, anche oltre le risorse economiche che si posseggono, arrivando a chiedere prestiti ad amici e conoscenti”.

La buona notizia è che quasi tutte le aziende italiane e europee, come i migliori casinò online AAMS, si stanno attrezzando per garantire migliori sistemi di sicurezza, nella produzione, nello sviluppo dei giochi. Perché oltre ad offrire un’esperienza di gioco unica è compito dell’operatore anche garantire la totale salute psicofisica del giocatore.