M5S: "Se servono soldi, colpire l'azzardo". E l’aumento del PREU è (ancora) servito

ott 18

Torna a farsi sentire, con una nota sul proprio portale, il Movimento Cinque Stelle, che ha dato gli ultimi aggiornamenti sulle azioni dell’attuale governo.

Su tutte l’idea dell’eliminazione di Quota 100, la discussa riforma pensionistica in vigore da appena un anno e la cui scomparsa era stata giudicata folle dai tavoli governativi pentastellati: posizione, quella grillina, ribadita con successo. Il tutto a difesa, perenne, dei cittadini, pensando che Quota 100 è una opportunità e la sua rimozione avrebbe causato un grosso sfregio a migliaia di lavoratori, anziani e giovani, già percossi e più volte disoccupati a causa delle misure previste nella Legge Fornero.

Ma non solo, perché nella nota, i vertici pentastellati hanno fatto chiarezza su più punti: le SIM dei cellulari, al contrario delle minacce di qualcuno, non avranno alcuna tassazione e quindi lo Stato da essere non estorcerà un ero.

Blindata, come non mai, anche la Flat Tax al 15% sulle partite IVA fino a 65.000 di fatturato, per tutti quei commercianti, artigiani, negozianti e soprattutto le medie e piccole imprese, quelle storicamente maggiormente percosse dalle manovre fiscali. Ed ovviamente, punto nodale di tutti i discorsi di governo, l’IVA, che non subirà aumenti, comunque preventivabili, dopo la crisi di governo estiva: i ventitré miliardi di aumento avrebbero gravato eccessivamente sulle spalle delle famiglie che avrebbero subito costi aggiuntivi fino a 500 euro l’anno e più. In una sola parola: riduzione delle tasse, con il cuneo fiscale che scenderà a tre miliardi già nel 2020.

Colpire il gioco d'azzardo per sistemare la manovra fiscale

Emblematicamente, la nota si chiude con un grido perentorio: “Se manca qualche miliardo di coperture si vada a colpire il gioco d’azzardo e tutti quei settori improduttivi o dannosi che frenano l’economia italiana. Non i cittadini!”.

Come un fulmine, torna la battaglia che ha contraddistinto il precedente Esecutivo e a lanciare l’attacco sono di nuovo i vertici del Movimento Cinque Stelle, ovverosia i protagonisti di due aumenti pazzeschi sull'industria del gioco d’azzardo: prima con il Decreto Dignità, poi con la Legge di Bilancio, con gli inserimenti di Quota 100 e Reddito di cittadinanza che hanno già sfilato più del gettito prodotto dall'industria dell’azzardo nel nostro paese: oltre sei miliardi per le manovre del precedente Esecutivo. Mentre l’attuale, a tinte giallorosse, si posizione sulla stella linea. Nonostante gli appelli di un intero settore, non ultimi quelli provenienti da Enada, la fiera autunnale tenutasi nelle scorse settimane a Roma. Si era auspicata maggior distensione, più dialogo e meno proibizionismo. Ed invece, puntualmente, succede il contrario.

Il gioco, infatti, è pronto a subire nuovi, importanti incrementi. Come ogni autunno, infatti, la Manovra di Bilancio porta novità e, nel Documento Programmatico di Bilancio per il 2020, che il Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri ha presentato al MEF, è stato discusso ed approvato come Decreto Legge portante con sé “urgenti disposizioni in materia fiscale”: è stato presentato l’aumento del prelievo erariale unico sugli apparecchi da intrattenimento per i prossimi anni. Detto, fatto, come nelle intenzioni del Movimento Cinque Stelle per cui il PREU su AWP e VLT cresce ancora in maniera vertiginosa: il terzo aumento, lo ricordiamo, in un solo anno, è servito. Dal prossimo 10 febbraio 2020, così, l’aumento del prelievo erariale unico andrà a gravare sulle AWP e le VLT: il prelievo passa, nel primo caso, dal 21,6 al 23%, per le seconde invece dal 7,9 al 9%.

L'aumento dell'accise rischia di affossare ulteriormente la filiera del gioco terrestre, le cui entrate si sono ridotte al lumicino a causa di una serie di incrementi di tassazione che riguardano soprattutto gli apparecchi da intrattenimento. Per il momento, nonostante l'effetto devastante del Decreto Dignità, nessun intervento riguarderà il comparto delle slot machine online e dei casinò online, che secondo le nostre previsioni potrebbero trarre giovamento dalla pressione esercitata dal Fisco sul comparto del gioco terrestre.