I pericoli del gioco illegale. Cassazione conferma condanna di un sodalizio criminale

ott 09

Arriva, dopo un decennio circa, anche la condanna, confermata, della Cassazione: 6 imputati, un tempo dieci, avevano allestito un vasto giro di giochi e scommesse online illegali, con l’utilizzo di siti truccati e per tre di loro è stata ribadita la prescrizione del reato, in particolare con chi aveva fornito la piattaforma di gioco.

Un vero e proprio business risalente ad una decina di anni fa, smantellato da una operazione congiunta tra Polizia di Stato, Polizia Postale di Catania e la Squadra Mobile nei confronti di questo gruppo di persone che avevano a che fare anche con "prodotti", come casinò online, al tempo non ancora fruibili in Italia in quanto non ancora legalizzati.

I siti organizzati dal sodalizio, apparentemente, erano legali ma in realtà dirottavano le giocate tanto su domini .com, tanto su domini .net. Siti ovviamente senza licenza e non solo dello Stato Italiano ma di ogni altro stato, non presentando nessun collegamento con provider stranieri, essendo stati creati appositamente per l’organizzazione e da essa gestiti. Le regolari licenze della gestione di siti di scommesse online erano sfruttate dagli esperti informatici del gruppo, che provvedevano a creare una serie di siti paralleli, identici e precisi a quelli autorizzati e poi collegati a provider con sedi all'estero. Il gioco in sé non era truccato, ma permetteva di dirottare le partite di videopoker in modo che la percentuale di carte vincenti non arrivasse mai al giocatore. L’altra operazione era quella di controllare le scommesse delle partite sportive, incidendo sulle percentuali delle puntate.

Per gli organizzatori del racket, condannati anche per associazione a delinquere, la Cassazione ha confermato le condanne, oscillanti tra i due e i quattro anni. Per tre imputati, dicevamo, è intervenuta la prescrizione e su questa decisione ha inciso il fatto che alcuni dei giochi offerti non fossero stati legalizzati, a differenze dei titoli ospitati dalle piattaforme di casinò online AAMS. Per la Cassazione, dunque, non può essere contestato l’esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa, ma il semplice esercizio di giochi d’azzardo, con una disciplina meno rigorosa e con tempi prescrittivi nettamente minori.