Perdite ingenti, gli effetti della pandemia: agli operatori mancheranno 5 miliardi di euro

data di creazione: giu 07
Scritto da Alessandra Santoro

Sono state ingenti le perdite registrate dal settore del gioco d’azzardo durante l’ultimo ciclo di chiusure. Le misure di contenimento contro il Coronavirus hanno ridotto a zero le entrate del gioco pubblico su territorio, quello in agenzia, nelle sale da slot, in quelle per le scommesse e nei casinò.

Il boom del settore online (in primis quello dei migliori casinò online italiani autorizzati) da un lato fa indubbiamente sorridere, ma dall’altro evidenzia tante difficoltà cui va incontro il gambling fisico. L’Italia sta ripartendo e con le zone bianche riapriranno le sale da gioco, ma i numeri del primo trimestre del 2021 sono nefasti.

Sono evidenziati, soprattutto, dal bollettino delle Entrate tributarie del Dipartimento delle Finanze, relative al periodo gennaio-marzo 2021 e dalla relativa Nota tecnica. Da questi report emergono i numeri sulle entrate: 2,64 miliardi di euro. Rispetto allo stesso periodo del 2020, una riduzione di ben 631 milioni di euro, cioè del 19,3%. In questi numeri vengono considerate solo le entrate di natura tributaria, vengono contabilizzati i ricavi del Lotto al lordo delle vincite, mentre gli operatori del settore registrano i proventi al netto delle somme restituite in vincite. Eppure, sono ugualmente numeri chiarificatori di una situazione complicata, che la pandemia ha contribuito a disastrare. Il mondo del gioco ha abbassato le saracinesche per 330 giorni in 15 mesi, con una brevissima riapertura lampo a cavallo tra le due ondate. Il prossimo futuro non si annuncia roseo.

Scadranno le principali multi-concessioni: scommesse, gioco a distanza, apparecchi. A quanto ammonta la perdita erariale?

Le previsioni sono state rispettate: in riferimento al 2020, la perdita ammonta a 4 miliardi di euro. Considerando le entrate erariali da PREU (apparecchi), il relativo gettito, sempre secondo la “Nota tecnica” al Bollettino delle entrate tributarie di dicembre 2020, è calato di 3,4 miliardi di euro, cioè di oltre il 51% (secondo il DF, anche a seguito dei provvedimenti legislativi e amministrativi che hanno posticipato il versamento di alcune rate del tributo, sebbene questo elemento dovrebbe avere effetti di “cassa” e non di “competenza”). Poiché gli introiti da PREU rappresentano oltre il 50% del gettito globale da giochi (considerando sia le entrate tributarie sia quelle extra-tributarie), la perdita 2020 è assai rilevante e sfiora il 40% del gettito globale.

Anche la previsione per il 2021 non è rosea: se nel 2020 le attività sono state chiuse per circa 6 mesi, nell’anno corrente siamo già arrivati a 5, quindi i numeri saranno assimilabili a quelli dell’anno trascorso. Gli introiti da PREU sono diminuiti, nel primo trimestre del 2021, di 1,15 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Sono previsioni dovute al fatto che nel 2020 il trimestre non può definirsi completo, vista la chiusura all’8 marzo 2020, e ipotizzate dalla speranza di un lento, graduale ma inesorabile ritorno alla normalità.

Dunque, considerando che il livello di tassazione PREU supera quello che arriva come ricavo lordo alla filiera, può stimarsi che ai concessionari, ai gestori e agli esercenti che operano nel mercato degli apparecchi, verranno a mancare, nel biennio 2020 e 2021, ricavi per almeno 5/5,5 miliardi di euro.

Riassunto statistiche rilevanti della filiera del gioco legale

  • Il mondo del gioco ha abbassato le saracinesche per 330 giorni in 15 mesi.
  • Entrate tributarie primo trimestre 2021: 2,64 miliardi di euro, in calo del 20% rispetto al primo trimestre del 2020.
  • Entrate Erariali da Preu: gettito nel 2020 calato di 3,4 miliardi di euro, cioè di oltre il 51%.
  • Previsioni per 2021: ricavi concessionari si ridurranno almeno 5/5,5 miliardi di euro