Addio alla moneta fisica: quali sono i paesi più cashless del mondo

data di creazione: mag 28
Scritto da Alessandra Santoro

Il settore dei casinò online italiani è in costante evoluzione e deve necessariamente stare al passo con i tempi. I tempi ci dicono che il mondo si sta muovendo in una direzione precisa, quella in cui ognuno - ma proprio ognuno - sarà connesso. La pandemia ha accentuato un fenomeno che era già in divenire, ovvero quello di sostituire aspetti fondamentali della vita, aspetti materiali, con un processo di digitalizzazione.

La pandemia ha sottratto due elementi principali della vita che fu, quella che oggi sembra un ricordo. La scuola ha chiuso a lungo, soppiantata dalla Didattica a Distanza. Il lavoro, invece, s’è tramutato in smart working, da casa. Non è stato semplice, ma è stato un catalizzatore per accelerare la rivoluzione. Il gambling non ha fatto eccezione: con la chiusura delle attività terrestri, una fetta grandissima dell’utenza è trasmigrata verso la dimensione online.

Eppure, quello della futuribilità non è soltanto un discorso che può limitarsi al gambling. È un discorso ben più ampio e che non può essere ridotto neanche alla semplice pandemia. Ma su di esso il gambling si appoggia per le nuove strategie. Anche la valuta sta cambiando e no, non parleremo di criptovalute ed Elon Musk, anche se è un aspetto del futuro che va necessariamente preso in considerazione. La moneta sonante sta scomparendo, gradualmente e non in ogni zona del mondo ma è chiaro che i pagamenti elettronici hanno preso il sopravvento. Basti pensare a quanto stia fruttando la dimensione dell’e-commerce piuttosto che del commercio al dettaglio locale. Oggi interi Paesi stanno diventando “cashless”, ovvero zone in cui i pagamenti elettronici hanno superato nettamente o azzerato quelli manuali.

Quali sono i Paesi più cashless del mondo?

In base ad una recente indagine, la classifica è eterogenea e presenta qualche sorpresa. Al primo posto si piazza il Canada. Nel Paese del Nordamerica il 79,1% della popolazione è passato alla moneta elettronica o lo farà in un arco di tempo di 5 anni. Al secondo posto c’è Hong Kong. Il 76,8% degli abitanti è orientata a preferire la moneta elettronica. Subito dietro c’è Singapore, che registra una percentuale del 76,2%. Qualche gradino dietro Nuova Zelanda (75), Giappone (74,1), Australia (72,3).

Bisogna arrivare alla settima posizione per trovare la prima nazione europea. La Norvegia infatti registra una percentuale del 72,2 percento, seguita dagli Emirati Arabi Uniti (72,1) e poi di nuovo da un’europea, la Svizzera (70,9%). Chiude la top ten la Finlandia con il 70%, mentre appena fuori si trovano Regno Unito e Cina. Non pervenuta l’Italia, dove i numeri dei pagamenti elettronici, pur resi obbligatori nei negozi ma sottoposti a tassazioni non graditissime agli esercenti, sono ancora esigui rispetto alla moneta materiale.