Il riconoscimento facciale nei casinò online. Finzione o realtà?

nov 23

I sistemi di riconoscimento facciale sono già comuni in molti casinò terrestri, pertanto si sta pensando di introdurre e applicare questa particolare modalità tecnologica anche al gioco online. E’ una modalità che abbiamo avuto modo di notare in diversi film e, pur non trattandosi di una novità assoluta, apparirà sempre come qualcosa di veramente sorprendente.

Esistono oggi diverse tecnologie di questo tipo, applicate e utilizzate soprattutto ai fini della sicurezza. Le banche e le grandi aziende le usano per sapere chi è la persona che sta accedendo ai propri servizi, accertandosi che non si tratti di persone "schedate".

Un dispositivo di riconoscimento facciale nasce dalla particolare fusione di alcuni componenti hardware ad elevate prestazioni con software altamente efficienti, il cui fine è quello di identificare gli individui a partire da una loro immagine digitale, come tipico in diverse installazioni di sicurezza e sorveglianza. Il processo di identificazione è fondato sul confronto di un’immagine con quelle memorizzate in precedenza in un database. Le applicazioni comprendono il controllo accessi in zone sensibili, in aree residenziali, in edifici pubblici e privati e, in generale, in ogni altro contesto in cui sia necessaria l’associazione intelligente di identità personale e permesso di transito.

In strutture come i casinò, dove girano tantissimi soldi, non c’è da meravigliarsi che si siano sviluppati i sistemi di riconoscimento facciale, molto diffusi soprattutto nei casinò di Las Vegas, e, da qualche tempo anche in quelli europei (Casino de Barcelona y Casino Gran Madrid-Colón). Lo scopo principale è quello di confrontare il volto dei visitatori dei casinò, con una lista di soggetti non graditi (blacklist).

Il passo successivo potrebbe sembrare un tantino utopico, ma non troppo. Se tutto va come previsto, presto questo tipo di sistema verrà introdotto anche nei casinò online.

Il gioco online e il riconoscimento facciale

Attualmente ci sono diverse aziende che stanno lavorando a questa idea. Una di queste è Facebanx. Il sistema registra la persona con una web o telecamera mobile, crea una identificazione della persona e successivamente la confronta con una nuova identificazione effettuata dell'utente nel momento in cui inizia a giocare.

Un'altra società che sta cercando di delineare un metodo di riconoscimento dei volti per il gioco online è Smowltech. In questo caso il tutto funziona attraverso una webcam e un algoritmo. L’applicazione di questa tecnologia al mondo virtuale potrebbe non risultare semplice. Perché se fosse così, il giocatore dovrebbe stare zitto per qualche secondo guardando fisso la webcam del suo computer e, in molti casi, sarebbe davvero complicato.

"L'obiettivo è cercare di convincere i giocatori che questi sistemi non gioveranno solo agli operatori delle varie società, ma contribuiranno a creare un gioco più pulito in cui i giocatori possono divertirsi senza rischi di alcun tipo".

Probabilmente il gioco online potrebbe perdere alcuni dei suoi utenti, sia perchè non vogliono sottoporsi al riconoscimento facciale, sia perché hanno qualcosa da nascondere.

Esistono diverse ragioni addotte dagli operatori che tendono a difendere la produttività di questi servizi. Per esempio (e questo sembra interessare direttamente il giocatore), evitare l’accesso a quei giocatori che si sono autoesclusi in seguito a problemi di dipendenza, non permettendo una ulteriore registrazione.

In aggiunta si eviterà che ai tavoli da gioco online, siedano giocatori censurati, per qualsiasi motivo. Verrebbe eliminata l’opzione del doppio accesso, - più persone che giocano sotto un unico nickname, facendo dei turni e riposando -, in particolare nei tornei lunghi.

In generale, si avranno conseguenze positive sia per le imprese che per i giocatori legittimi. Anche se c’è ancora tanto lavoro da fare, il riconoscimento facciale nei casinò online, diventerà una realtà prima di quanto si possa pensare. Infine, grandi aziende di gioco come Ladbrokes e Grosvenor già si stanno interessando a questo tipo di tecnologie.