Rischi, occupazione e investimenti: qual è il futuro del gioco?

data di creazione: mag 18
Scritto da Alessandra Santoro

La filiera del gioco legale è uno dei settori che più ha sofferto la pandemia da Covid-19 e le conseguenti restrizioni. Sono oltre 300 i giorni di chiusura delle sale da gioco tra 2020 e 2021, un'enormità. Una situazione che sta mettendo in ginocchio aziende e lavoratori, ormai allo stremo. Il perdurare delle chiusure potrebbe portare alla perdita di migliaia di posti di lavoro oltre al diffondersi del gioco illegale.

Secondo il “Rapporto sulla competitività dei settori produttivi” pubblicato da Istat, il 53% delle attività legate a scommesse e lotterie è a “rischio operativo”, mentre la metà ha una tenuta strutturale in bilico. A tal proposito la Luiss Business School - Libera università internazionale degli studi sociali – ha effettuato una ricerca in collaborazione con Ipsos (società multinazionale di consulenza e ricerche di mercato) per analizzare le evoluzioni del mondo del gioco legale.

La ricerca della Luiss Business School sul futuro della filiera del gioco

A spiegare gli obiettivi della ricerca è Raffaele Oriani, docente di finanza aziendale alla Luiss Business School e componente del comitato scientifico dell'Osservatorio sul mercato regolato. “Questo progetto ha due principali obiettivi: il primo è quello di fornire una fotografia completa ed allargata della filiera del gioco regolamentato, spiegando come questo non sia limitato al solo mondo dei concessionari ma si basi su una filiera molto più lunga, fra fornitori di tecnologia e di servizi ai distributori.

Il secondo obiettivo – spiega il Professor Oriani - è andare ad analizzare la relazione fra il gioco legale e illegale, con lo scopo di capire come effettivamente una riduzione del primo, che c'è stata con il lockdown, possa essere stata associata ad un aumento del ricorso ai canali illeciti”.

La crescita del gioco illegale durante il lockdown

I primi dati raccolti hanno evidenziato come l'aumento del mercato illegale, in netta contrapposizione con il settore dei casinò online italiani autorizzati, nella filiera del gioco potrebbe aver coinvolto fino a 4 milioni di giocatori, non tutti consapevoli di questa scelta. Altra stima effettuata vede il settore del gioco illegale impiegare circa 100mila persone, molte di più dei dipendenti dei concessionari. Numeri che potrebbero essere 'mascherati' dal ricorso alla Cassa integrazione e dal blocco dei licenziamenti. Il rischio occupazionale non c'è solo per i dipendenti dei concessionari, ma anche per tutta la rete distributiva, le ricevitorie, i punti vendita non esclusivi, per citare alcuni esempi.

Aumentano gli investimenti tecnologici

Un'altra parte della ricerca della Luiss sarà dedicata agli investimenti in ricerca e innovazione delle aziende del gioco. Secondo quanto emerso dalle stime dell'Istat, le imprese con oltre 10 addetti ad aver investito nelle tecnologie digitali sono pari al 63%, rispetto al 61% della media nazionale. Dati così alti spiegano come molti prodotti di gioco hanno un contenuto tecnologico elevato e in continua evoluzione, con un costante sviluppo di tecnologie digitali in collaborazione con i fornitori, essendo un settore industriale a tutti gli effetti.