Roma dichiara guerra al gioco d'azzardo

nov 10

È guerra aperta a Roma contro le slot machine, almeno per quel che concerne la Capitale d’Italia. È questa infatti la decisione presa dal primo cittadino Virginia Raggi, che dal blog del Movimento Cinque Stelle insieme ai suoi consiglieri ha pubblicato il testo ufficiale della delibera sul regolamento del gioco, già presentata di fronte all’assise consiliare.

"Il nostro regolamento vuole mettere ordine a Roma dove abbiamo numeri da capogiro: 294 sale e più di 50mila slot machine. Solo nella Capitale abbiamo oltre il 12% delle macchine distribuite nel nostro Paese. Con le nuove regole - continua Virginia Raggi nel post sul sito del movimento fondato da Beppe Grillo - vengono introdotti i limiti di distanza di 500 metri dai luoghi 'sensibili', ossia scuole, centri sportivi, chiese, caserme e bancomat. Questi limiti prevengono il rischio di utilizzo da parte di minorenni".

Se nel resto del mondo il modello italiano del gioco e della regolamentazione è considerato un esempio da imitare, non la pensa certamente allo stesso modo il primo cittadino di Roma, che ha proposto anche misure restrittive ancor più rigide per il centro storico: "Si vieta l’uso delle slot machine nei perimetri del centro e nelle aree pedonali o in quelle interdette alla circolazione dei veicoli. Si regolamentano infine gli orari di esercizio: sarà infatti possibile l’utilizzo degli apparecchi automatici di intrattenimento con vincite in denaro - ossia new slot e video-lottery dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22, mentre nei giorni festivi non sarà consentito. Saranno anche previste sanzioni aggiuntive rispetto alla normativa esistente: in caso di numerose violazioni, sospenderemo o revocheremo l’autorizzazione da parte dell’amministrazione comunale".

L'iter legislativo

Nel caso la delibera di iniziativa consiliare dovesse ricevere il beneplacito dei dipartimenti Sviluppo delle attività economiche e Politiche Sociali, passerà poi all’analisi delle commissioni competenti e in seguito a quella di ogni Municipio che fa parte del Comune di Roma. Solo in seguito alle osservazioni delle istituzioni periferiche della Capitale la delibera potrà essere riportata sotto i riflettori del Consiglio Comunale. In tal caso, saranno i consiglieri ad esprimere la propria opinione tramite un voto che potrebbe decidere le sorti del Comune di Roma. Dalla decisione dell’assise consiliare potrebbe anche dipendere il futuro del gioco in Italia, e di conseguenza anche gran parte degli introiti delle casse dello Stato, che proprio dal gioco ricavano buona parte dei proventi per mantenere in piedi la grande e costosa macchina burocratica dello Stivale.

L’attuale e preoccupante situazione economica dell’Italia sembra però preoccupare solo relativamente l’attuale inquilina del Campidoglio, che guarda alla tematica del gioco come una piaga collegata alla ludopatia. "Questa è una grande azione a tutela dei cittadini. In Italia il gioco d’azzardo è un fenomeno fortemente radicato nel nostro Paese e a Roma con connotati assolutamente preoccupanti contro cui il Movimento si sta battendo con forza. I costi sociali e sanitari del gioco d’azzardo patologico pesano sulla collettività per una cifra superiore ai 6 miliardi di euro annui". Virginia Raggi e i consiglieri pentastellati puntano quindi con decisione alla salvaguardia della salute dei cittadini di Roma prima e del resto d’Italia poi, con tornaconti importanti che esulano dal contesto economico e che afferiscono alla lotta alla ludopatia.

Fuoco incrociato

La proposta di delibera del Movimento Cinque Stelle non ha però evitato un “fuoco incrociato” di critiche, che provengono sia dal mondo politico che dalle associazioni dei consumatori, per una decisione che tutelerebbe soltanto i cittadini del centro e non quelli delle periferie. È questo il pensiero di Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, secondo cui "qualcuno deve spiegare alla Raggi che le slot machine non proliferano in centro storico ma dilagano nelle periferie", come spiega in un post sul proprio profilo Facebook.

A criticare la delibera, che prevede distanze misurabili dalla raggiungibilità a piedi rispetto a istituti scolastici di ogni grado, di qualsiasi luogo di culto, di musei, parchi, caserme, stazioni ferroviarie e centri per l’impiego, non sono soltanto gli esponenti della destra, ma anche il capogruppo del Partito Democratico Michela Di Biase: "Il vero dramma sociale del gioco d’azzardo a Roma si consuma in periferia, dove usura e organizzazioni criminali esercitano il loro dominio. Già nella precedente consigliatura avevamo presentato come PD una delibera di iniziativa consigliare che nel dettaglio risultava essere più restrittiva di quanto annunciato dalla sindaca, ed è per questo che presenteremo anche le nostre idee".

A difendere la bontà della scelta pentastellata è il capogruppo Paolo Ferrara: "Ancora una volta, gli altri hanno perso un’occasione per tacere. Fa piacere constatare che i professionisti del benaltrismo che hanno trasformato negli ultimi venti anni via Tiburtina nella Las Vegas del gioco d’azzardo si sono ricordati dell’esistenza delle periferie. Il nuovo regolamento sulle sale slot a Roma riguarderà tutto il territorio della città, compresi tutti i municipi. Il nostro obiettivo resta quello di tutelare un’area che è considerata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Gli stessi divieti entreranno in vigore anche nelle altre zone pedonali della città, anche in quelle che realizzeremo finalmente nelle periferie per favorire la ricostruzione del tessuto sociale". La proposta del movimento creato da Beppe Grillo prevederà anche restrizioni a 200 metri da bancomat e compro oro, per evitare che le disponibilità immediate di contanti favoriscano ulteriormente la ricerca spasmodica di denaro contante.

Sulla stessa lunghezza d’onda degli esponenti politici non riconducibili al Movimento Cinque Stelle anche Carlo Rienzi, presidente del Codacons: "Questa misura non riuscirà a combattere la piaga del gioco d’azzardo, è sbagliata e discriminatoria. Basti pensare che su via Tiburtina in pochi chilometri ci sono 23 locali adibiti al gioco d’azzardo, spesso ubicati vicino a scuole, parrocchie e centri sportivi. Se si vuole combattere la dipendenza dal gioco d’azzardo, il sindaco deve imporre limiti agli orari e alla loro ubicazione in tutta Roma, come è stato chiesto al sindaco Virginia Raggi con un’apposita diffida che non è stata accolta. In caso contrario, i suoi provvedimenti saranno soltanto misure spot, senza utilità".

Prima della decisione definitiva passeranno diversi giorni, ma la lotta al gioco d’azzardo e le conseguenze della proposta di delibera grillina produrranno strascichi e polemiche ancora a lungo.