Tutte le cifre del gioco italiano, regione per regione

lug 07

Dalla Valle d’Aosta alla provincia di Prato, ecco i dati delle nostre regioni per la spesa annuale in gioco

È una crescita inarrestabile, che certifica il gambling come industria trainante della nostra economia. Nel 2019 infatti la spesa per il gioco legale in Italia si è confermata alla soglia dei 20 miliardi di euro, comprendendo sia la rete fisica che quella digitale e online, per un dato medio a cittadino pari a 348 euro all’anno (ovvero meno di 1 euro al giorno) calcolato su tutta la popolazione residente e over 18.

Sono questi i numeri messi in risalto da Agimeg, che sottolinea come gli incassi erariali siano cresciuti del 2% arrivando alla soglia dei 10,6 miliardi. Dietro ai numeri positivi però ecco anche qualcosa di negativo: rispetto al dato di due anni fa, infatti, la raccolta ha registrato un calo in ben 19 delle 20 regioni italiane, con la sola Sicilia a confermarsi in controtendenza, grazie a una raccolta cresciuta di 2 punti percentuali. Le altre cadono tutte: dal quasi impercettibile -0,2% della Campania al sonoro -25% della Valle d’Aosta, un dato che risulta molto grande anche per la dimensione geografica e demografica della regione. Le altre invece si confermano in calo, ma con un trend moderato: la Lombardia perde l’1%, il Lazio invece il 2,7%, più rincuoranti i dati di Puglia e Friuli Venezia Giulia con il -0,5% mentre Veneto, Piemonte e Toscana superano tutte il punto e mezzo percentuale di perdita.

È interessante soffermarsi sulla stessa ricerca ma declinata in un’ottica diversa. Dicevamo come la spesa media annua italiana per il gioco sia stata pari a 348 euro, una cifra che divisa per i giorni dell’anno equivale ad appena 95 centesimi. Ecco, in relazione a questo sono 8 le regioni d’Italia che superano il dato medio, mentre ben 12 sono al di sotto, anche in maniera abbondante. Ancora una volta è la Valle d’Aosta a far parlare di sé con una spesa giornaliera pro capite di appena 58 centesimi. Dato leggermente più alto quello della Basilicata (73 centesimi al giorno per giocatore, per una spesa media annua di 274 euro), seguita da Piemonte, Sicilia e Calabria, un trio di regioni dove la media è di 77 centesimi a cittadino. Il dato torna a salire procedendo verso il nord: in Trentino Alto Adige si spendono 81 centesimi, in Liguria 93 (stesso dato del Molise). Il dato più alto di tutti si registra in Abruzzo, dove la spesa pro capite è di 425 euro all’anno, una cifra che tradotta in spesa media suona come 1 euro e 16 centesimi, praticamente poco di più di un semplice caffè. Tra le regioni più grandi, invece, si segnalano Lombardia, Lazio e Campania con una spesa di 1 euro tondo tondo.

E se dalle regioni, nella nostra rassegna, scendessimo a parlare delle provincie? Ecco, restringendo e approfondendo il campione troveremmo che c’è una città a farla da padrone nell’economia legata al gioco d’azzardo, almeno per quanto riguarda la filiera fisica. Si tratta di Prato, dove si spendono 720 euro all’anno, sempre parlando di media pro capite, che diventano 2 euro a persona se dividiamo il dato per la popolazione maggiorenne e residente. L’indagine sociale ci rivela anche il perché di questa prevalenza: nella provincia toscana infatti è fortissima la componente di abitanti cinesi, che hanno una grande passione e propensione al gioco.

Tra le metropoli italiane invece spicca il dato di Milano, dove si spendono 1,18 euro al giorno per cittadino: poco di sopra la soglia dell’euro invece Napoli (1,05€) e Venezia (1,07€) mentre la capitale Roma è leggermente al di sotto (0,99€). Sotto questa cifra troviamo anche Torino (0,75 centesimi), Palermo (0,83), Firenze (0,86), Bari (0,92) e Bologna (0,95), mentre a Parma e a Enna la spesa giornaliera orbita sui 0,50 centesimi.