Un 2018 col botto, tutti i numeri del gambling italiano

Regnano ancora le Slot e le VLT, sale il comparto online e le scommesse sportive. Ecco tutti i flussi di spese e di guadagno erariale del gioco tricolore.

È stato un anno senza precedenti quello del 2018 per l’industria del gioco italiana. 18.9 miliardi netti spesi dai consumatori, un dato in crescita rispetto al 2017 e ancora di più rispetto al 2016, con un flusso di denaro nell’Erario statale pari a 9.9 miliardi di euro. E cambiano i modelli, le offerte e l’accessibilità (calano ad esempio le slot machine, mentre crescono le scommesse sportive, il Lotto e l’online) ma la passione degli italiani resta la stessa, testimoniata da una raccolta monstre di 107,3 miliardi di euro.

Slot Machine e Vlt: le regine del settore dei giochi anche nel 2018

Sono numeri confortanti quelli che si leggono nei rapporti di fine anno e che sono lo specchio di un mercato che in Italia è in costante crescita. A calare, caso mai, sono i sistemi tradizionali come le slot machine, che fanno registrare un -5.4% pur mantenendo saldo il loro 45% di mercato totale, insieme alle VLT, salite invece del 3.3%. La raccolta delle slot machine è passata da 25,4 a 24,1 miliardi, mentre quella delle VLT si è attestata intorno ai 24,3 miliardi. La spesa effettiva è stata di quasi 7,2 miliardi per le Slot e di oltre 2,9 miliardi per le VLT. È qui che lo Stato riesce a prendere di più: per la precisione 4,6 miliardi dalle Slot e 1.4 dalle VLT.

Nonostante le politiche messe in pratica dal Governo Conte, in particolar modo con il Decreto Dignità, che ristringe l’azione pubblicitaria degli operatori e aumenta la tassazione dello 0.5%. Un rincaro che si farà registrare ulteriormente anche dal maxi emendamento in commissione in questi giorni.

L'alta tassazione penalizza il settore dei Casinò Online

Dopo le slot machine, l’altro grande bacino di raccolta per il 2018 è ovviamente il gioco online. 23.3 miliardi arrivano da questo settore (22% della raccolta complessiva), dove i leader sono Pokerstars (sul gradino più alto del podio per quanto riguarda le quote di mercato, a 9.59%), seguito da Lottomatica (8.64%) e Sisal (8.17%). A causa dell'elevato payout la spesa netta, che include anche poker a torneo e poker cash, è stata pari a 850 milioni di euro, mentre 168 milioni sono finiti nelle case dell'erario. Un’epoca d’oro, quella del segmento dei casinò online AAMS, che potrebbe però finire presto: all’orizzonte, in questo 2019, è previsto un aumento della tassazione del 25% e il divieto assoluto di pubblicità a partire dal 1 luglio.

I numeri degli altri segmenti

L’altra grande fetta di guadagno dell’industria del gioco è quella che fa capo alle scommesse sportive. 1.65 miliardi di euro la spesa effettiva, in crescita del 22,6% rispetto al 2017, con una raccolta complessiva di 12,2 miliardi di euro e 330 milioni di euro incassati dall'Erario. Qui le società regine sono Snaitech, Sks365 e Eurobet, abili a beneficiare soprattutto dell'effetto trainante esercitato dai mondiali di Russia della scorsa estate.

2,4 miliardi di spesa effettiva e 1.3 versati all'Erario dal mondo delle lotterie istantanee, - i Gratta&Vinci - , la cui raccolta ha raggiunto quota 9.1 miliardi. Stabile il flusso dei giochi numerici nazionali come Supernenalotto e WinForLie, che hanno fatto registrare una raccolta pari a 1 miliardo e una spesa effettiva di 624 milioni, garantendo allo Stato oltre 437 milioni di euro.

In linea con i dati 2017 anche la raccolta del bingo, che si è attestata a quota 1,6 miliardi di euro, con una spesa effettiva di 475 milioni ed entrate per lo stato di 185 milioni. In calo invece i giochi a base ippica, che chiudono l'anno a mezzo miliardo di euro: la spesa è stata di circa 138 milioni e 24 milioni sono andati allo Stato. Le scommesse virtuali hanno raccolto 1,5 miliardi, in perfetta linea con il bilancio dello scorso anno, con una spesa effettiva di 230 milioni ed entrate erariali per circa 45 milioni. Infine il segmento del betting exchange, ovvero lo scambio di scommesse fra giocatori, che ha superato 1,1 miliardi di euro, ma che incide in percentuale irrisoria sulla spesa totale (con 6 milioni di euro) e sulle entrate erariali (1 milione).

Conclusioni

Numeri decisamente positivi, che sottolineano come il gambling sia una delle maggiori industrie italiane, nonostante una tassazione eccessiva che colpisce soprattutto il settore dei casinò games. Ma se da una parte si registrano numerosi segni +, dall’altra si cala. È il mondo dei casinò fisici, con numeri sempre più alti di chiusure e fallimenti, è l'emblema di questa decadenza. Sintomo che il mondo sta cambiando, si rinnova e si trasforma. Anche quello del gioco.