Decreto riaperture, ancora silenzio sul gioco pubblico: gli scenari

data di creazione: apr 22
Scritto da Alessandra Santoro

Il decreto riaperture è realtà: l’Italia da lunedì cercherà di tornare ad una graduale normalità. Una mossa decisiva per la pressione della popolazione, dei ristoratori e delle tantissime attività provate dalla pandemia. Dal 26 aprile una parvenza di normalità: riaprono i ristoranti e i bar in zona gialla ed arancione, anche a cena ma fino alle 21.30. Il coprifuoco resta alle 22, argomento molto discusso ma su cui potrebbe essere data qualche concessione a partire da metà maggio.

Riaprono anche cinema e teatri, le fiere, i musei. Soprattutto, l’innovazione principale riguarda la certificazione verde che servirà per spostarsi tra una regione e l’altra. Servirà per provare l’avvenuta guarigione dal Covid, il completamento del ciclo di vaccinazione oppure un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti allo spostamento. Tante novità, compresa la didattica in presenza al 70% per scuole e università. Resta ancora in attesa il mondo del gioco, che aspetta un semaforo verde che arriverà con apposito dpcm.

È verosimile, ma non ufficiale, che i centri scommesse e le sale da gioco riaprano gradualmente solo nelle zone bianca e (forse) gialla, ma per ora le indicazioni sono poche. Non riaprirebbero, sicuramente, da subito: il Cts ha recentemente indicato come medio-alto il rischio di contagio nelle sale da gioco, a causa dell’ambiente chiuso e dall’impossibilità di garantire tutte le misure di sicurezza. Priorità, per ora, alle attività all’aperto.

Il mondo del gioco è sottoposto ad un forte stress a causa delle chiusure forzate. La pressione, alleggerita dal comparto dei casinò online italiani, è tutta sul gioco del territorio, che rischia di svanire o quanto meno di non offrire una rete dettagliata come quella precedente alla pandemia. Inoltre, in bilico ci sono decine di migliaia di posti di lavoro in tutta la penisola. Il Governo Draghi non va oltre il rischio calcolato da lui profetizzato.

Sia la Lega di Salvini, di cui è espressione Claudio Durigon, sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, sia Italia Viva di Renzi, avevano chiesto al premier Draghi di andare oltre il rischio calcolato e valutare l’apertura anche delle attività al chiuso. Il decreto riaperture che entrerà in vigore dal 26 aprile è, però, destinato a continue rivisitazioni. Già entro poche settimane è probabile che – in base all’andamento dei contagi – vedranno riviste le riaperture. La speranza è quella di spostare il coprifuoco (alle 23) se non addirittura eliminarlo. Solo allora, si spera, il mondo del gioco pubblico avrà le sue risposte. E se non le avrà, le pretenderà, perché le scelte del governo hanno ignorato fin troppo una categoria che resta prioritaria per lo svago degli italiani.