In Spagna pronto il regio decreto per lo stop alla pubblicità. Tutte le novità fiscali in vista

feb 07

Un’attesa che sta per finire: in Spagna è ormai quasi pronto il decreto che va a regolamentare il gioco d’azzardo online e la pubblicità ad esso collegata.

Stando a fonti spagnole, i rappresentati di CEJUEGO, l’associazione leader del gambling iberico, saranno presto informati sui contenuti del decreto. L’associazione, peraltro, era insorta al punto tale da portare la protesta nei palazzi di Bruxelles, ovviamente per decisa volontà di opporsi ad una normativa che, parimenti in Italia, blocca de facto la pubblicità, diretta e indiretta, sull'azzardo.

Eppure questo decreto, alla fine, si fa. Con tre categorie che subiranno restrizioni. Anzitutto restrizioni di tempi specifici in cui la pubblicità può essere trasmessa, ma anche limitazioni sulla pubblicità delle scommesse, trasmettibile solo e soltanto nel caso in cui gli annunci coincidano con l’evento a cui le scommesse vengono offerte. Punto finale invece per le scommesse live, che possono costituire solo una percentuale inferiore al 50% del totale degli annunci trasmessi durante una interruzione commerciale di un dato evento.

Forte svolta regolamentare

Una forte svolta regolamentare, come sottolineato dal Ministro degli Affari dei Consumatori, Alberto Garzòn. Quali altre misure può aspettarsi l’industria spagnola del gaming? Blocchi sul gioco con carta di credito e orari di apertura più fiscali per gli operatori terrestri? E per l’aumento della tassazione? In Spagna l’Agenzia delle Entrate ha inasprito i controlli, chiedendo all'industria del gaming più info su tornei e lotterie, pubblicità e quant'altro. A questo proposito l’Agenzia per l’Amministrazione Fiscale e la Direzione Generale della gestione giochi, facente capo al Ministero delle Finanze, ha siglato un accordo per lo scambio di informazioni sul mercato, ribadendo quello già siglato nel 2014, al fine di portare la direzione del gioco ad ottenere, dal Tesoro, i dati fiscali del settore: necessari, s’intende, per la regolamentazione, autorizzazione, supervisione, controllo e sanzione del mercato. Ugualmente la direzione dei Giochi fornirà a quella delle Entrate i dati raccolti sugli operatori e i giocatori, nella garanzia della applicazione del sistema fiscale. Nell'accordo rientra il chiaro intento di combattere crimine fiscale e frodi varie.

Accordo bilaterale basato sull'informazione

Nel nuovo accordo sono inclusi precisi obblighi di informazione per le due organizzazioni: anzitutto l’obbligo per la direzione generale di comunicare al Tesoro l’identità di ciascun giocatore, il saldo iniziale e finale del conto di gioco, i prelievi, i premi ricevuti e i bonus. Ma anche informazioni su tutti gli operatori, i rispettivi canali online, l’importo giocato in media dagli utenti in ciascuna categoria di gioco, il lordo ottenuto, che è l’importo totale gestito a cui vanno sottratti i premi pagati, una procedura già attiva in Italia per i casinò online e gli altri operatori di gioco. Anche l’Agenzia delle Entrate dovrà contribuire, fornendo tutte le informazioni fiscali degli operatori e offrendo loro, ogni mese, importi inseriti e premi assegnati dalle agenzie ufficiali di gioco d’azzardo. L’accordo porta con sé anche alcune novità.

Per la Direzione Generale scatta l’obbligo di ragguagliare l’Agenzia delle Entrate, di eventuali lotterie o giochi organizzati anche solo sporadicamente. L’Agenzia delle Entrate da par suo si concentrerà sull'elenco degli agenti autorizzati a pubblicare pubblicità inerente attività di gioco, controllando anche le certificazioni di sicurezza informatica. Il Fisco, invece, avrà anche a disposizione le informazioni raccolte dalla direzione generale del gioco d’azzardo sul censimento dei siti Web di giochi illegali o sui rivenditori di lotterie non autorizzati. L’accordo, di durata quadriennale, è prorogabile alle stesse condizioni, se non si converrà di integrare nuovi requisiti di controllo entro, e non oltre, l’autunno del 2023.