Divieto di pubblicità sui giochi, insurrezione in Spagna: la questione arriva a Bruxelles, svolta anche per l’Italia?

set 18

Questo divieto non s’ha da fare: finalmente il settore dei giochi si è messo in moto, rimettendosi al giudizio delle autorità europee circa il tema del divieto di pubblicità sui giochi e circa la disparità di trattamento tra segmenti diversi dello stesso settore del gioco pubblico.

Palla che passa dunque, più che mai incandescente, sui banchi dell’Unione Europea e al vaglio delle autorità europee garantiti della concorrenza di mercato. Il tutto è successo in Spagna, per volontà dell’associazione di operatori Cejuego.

Arrivasse un giudizio comunitario, potrebbero esserci notevoli risvolti anche per i restanti Stati Membri, come noto regolati ognuno da normative su base nazionale. Caso che vede protagonista anche l’Italia, dove è in vigore un vero e proprio embargo sulla pubblicità nelle forme di gioco, che è totale e che esclude, ex lege, la sola Lotteria Italia. Un’eccezione che da noi ha trovato indifferenza e che invece in Spagna ha scatenato, anche se resta solo una ipotesi, l’ira degli addetti di una intera industria, che produce, ricordiamolo, un gettito anche minore rispetto a quella italiana. In Spagna, in effetti, non si è ancora adottato alcun divieto di pubblicità, né tantomeno gli addetti ai lavori rischiano una sua applicazione: siamo nella classica situazione del regolatore centrale che sceglie di regolamentare e disciplinare al meglio delle possibilità. Senza vietare.

Ciò accade anche nel resto d’Europa e nel mondo, meno che in Italia, dove sì, si parla di limitazioni da introdurre nelle promozioni dei vari prodotti di gioco, soprattutto per i casinò online come Starcasino e il betting, ma è bastato sentir parlare di un esonero previsto per la lotteria statale, che gli operatori hanno allora deciso di muoversi subito e giocare in anticipo.

Per evitare il peggio, Alejandro Landaluce, numero uno di Cejuego, ha annunciato l’iniziativa con urgenza, facendo riferimento ad un regolamento specifico in materia, dipendente dall'amministrazione centrale e che include restrizioni, ma non divieti per la pubblicità nel gioco e nelle scommesse online. Stando a Landaluce però la questione riguarda il gioco nella sua completezza, non facendo distinzioni tra pubblico e privato. In tal caso, il rappresentante associativo ritiene che lo Stato favorirebbe un monopolio nel settore a favore di Selae e Once, ovverosia le due lotterie gestite dallo Stato spagnolo, che li indurrebbe a ricorrere a Bruxelles. Nessuna eccezione, dunque.

Cejuego ha riconosciuto quindi che esiste effettivamente un eccesso di pubblicità nei principali media delle diverse case di scommesse e casinò oline, insistendo sul fatto che il settore richiede un regolamento specifico che aggiorni l’ultima normativa sui giochi del 2011, dal momento che mancano norme ad hoc in materia. Per questo motivo l'associazione ha presentato una serie di proposte per limitare questo tipo di pubblicità, indicando tre punti principali: limitare le restrizioni alle sole trasmissioni per adulti in televisione e radio; che i messaggi di tali annunci non includano promozioni di bonus o quote per i giocatori; ridurre il numero di annunci, soprattutto negli spettacoli sportivi. Altra novità, nella proposta: per Cejuego la pubblicità dovrebbe essere consentita sempre prima e dopo le manifestazioni di sport in tv, limitando però il numero di spot specifici trasmessi.