Decreto Dignità: Lega Calcio e operatori respirano grazie ad Agcom

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Finalmente un sospiro di sollievo per gli sponsor legati ai Giochi e le squadre di calcio della Lega di serie A. L'Agcom (Autorità Garante per le comunicazioni), in qualità di organo preposto al controllo ed al rispetto del Decreto Legge 87/2018, anche conosciuto come Decreto Dignità, ha prorogato il termine dell'entrata in vigore del divieto di sponsorizzazioni almeno peri contratti già in essere fino al 12 luglio 2019.

La decisione è stata presa in risposta alla lettera inviata ad Agcom dalla Lega calcio serie A lo scorso 20 dicembre. Pare inoltre che Angelo Marcello Cardani, presidente di Agcom, si stia dimostrando ben predisposto all'ascolto dei vari soggetti del comparto del gioco d’azzardo con i quali sta avendo audizioni in questi giorni. Il compito è arduo in quanto l’Agcom poco conosceva il mondo del gioco d’azzardo prima di essere nominata organo preposto al controllo dell’attuazione del Decreto Dignità.

Gli operatori del settore, tra cui anche il presidente di Federgioco, Olmo Romeo, sono fiduciosi visto l’atteggiamento positivo dimostrato da Agcom. Nello specifico della proroga, gli sponsor di gioco d’azzardo potranno continuare ad essere presenti sulle maglie dei giocatori fino al 12 luglio 2019 e quindi fino a fine campionato, ovviamente è il caso solo dei contratti già stipulati.

Il comparto del gioco d’azzardo con i suoi lavoratori vede uno spiraglio nella buia vicenda del Decreto Dignità che con l’intenzione di combattere la piaga sociale del gioco d’azzardo, ha minato la solidità di un comparto solido e proficuo.

I danni potenziali del divieto assoluto di sponsorizzazione

Molti sono gli scettici che hanno evidenziato come il divieto assoluto di sponsorizzazioni possa creare più danni che benefici per diversi motivi.

In primo luogo, da un recente studio epidemiologico sul gioco è emerso che solo il 4,6% dei giocatori problematici ha iniziato a giocare perché incuriosito dalla pubblicità. In secondo luogo proprio grazie alla pubblicità un giocatore sociale inesperto ha la possibilità di non cadere nella rete di siti illegali.

Il modello italiano, un esempio di gioco d'azzardo responsabile

L’Italia è da anni ormai un esempio di gioco d’azzardo responsabile anche grazie all'unione degli operatori legali in associazioni come Logico (Lega Operatori di Gioco su Canale Online) che a giugno 2018 ha lanciato la campagna pubblicitaria “Il gioco è bello finché è un gioco”. I sistemi di garanzia per i giocatori online in Italia sono sempre stati all'avanguardia e veramente indirizzati alla protezione degli utenti. Un esempio è la registrazione con documento d’identità e l’inserimento di un limite di gioco. Tutti i casinò online AAMS italiani associati di LOGICO hanno inoltre sottoscritto un contratto di autodisciplina che prevede, tra le altre cose, che le pubblicità prima di essere mandate sulle emittenti televisive, siano prima analizzate ed approvate da IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria).

La preoccupazione di Logico e gli scenari futuri della filiera dei Giochi

Ma la destabilizzazione del comparto non deriva solo dai divieti delle sponsorizzazioni. Una forte scossa è stata data dall'aumento delle tasse sul gioco d’azzardo ed in particolare su VLT e slot machine imposto dalla legge di bilancio 2019 con un una previsione di aumento degli incassi per l’erario di 696 milioni di euro per i prossimi tre anni.

In realtà quando il Governo ha cominciato ad occuparsi della lotta al gioco d’azzardo patologico era chiaro che lo Stato non avrebbe potuto facilmente rinunciare agli introiti che il settore del gioco d’azzardo portava con sé e non si sapeva bene quale strada sarebbe stata intrapresa. Pare tuttavia che ci siano direttive contrastanti che da un lato sembrano minare le aziende del gioco d’azzardo, ma dall'altro rilanciano giochi come il Totocalcio, che non sarà soggetto al divieto di pubblicità in quanto non rischioso per lo sviluppo del gioco patologico.

Basti pensare che nel 2018 le entrate che lo Stato ha totalizzato dal gioco d’azzardo sono aumentate dell’1% rispetto al 2017 con un totale di 10 miliardi di euro (per maggiori approfondimenti leggi il nostro report sui numeri del 2018).

La preoccupazione sollevata dal presidente di LOGICO, Moreno Marasco, risiede nella funesta possibilità che questo aumento di tasse unitamente al divieto di pubblicità possano causare una forte perdita per le aziende del gioco d’azzardo legale. Infatti dovendo far fronte a percentuali più alte per la tassazione non avrebbero più la possibilità di sviluppare un’offerta allettante rispetto agli operatori illegali che no rispettano le leggi e non pagano le tasse.

Il risultato sarebbe quindi, oltre ad un vero danno per i giocatori, una forte perdita di introiti per lo Stato che otterrebbe esattamente l’effetto opposto rispetto all'obiettivo di aumentare le entrate. Il comparto del gioco d’azzardo legale è quindi in un periodo di fortissima instabilità e con il forte rischio di vedere un collasso imminente di molte aziende.