La mancata distinzione tra Gambling e amusement

data di creazione: dic 27
Scritto da Alessandra Santoro

Amusement: a quando regole chiare per il settore? La mancata distinzione tra Gambling e amusement rischia di penalizzare oltremodo un settore già in grande difficoltà

Uno dei problemi principali dovuti all'assenza di una regolamentazione sul gioco d'azzardo è la mancanza di distinzione tra gambling e amusement, ovvero tra giochi con premi in denaro e giochi di puro divertimento.

Questa non separazione dei due settori finisce per penalizzare numerosi esercenti che, all'interno della propria attività, hanno solo giochi senza vincite in denaro.

Perché l'Amusement `viene sistematicamente penalizzato?

Fino ad ora l'Amusement è stato penalizzato oltremodo da una mancata regolamentazione. Infatti, a causa di tale buco legislativo non si è rispettato quanto stabilito dalla direttiva Bolkestein, ovvero che gli apparecchi senza vincita in denaro, a differenza degli apparecchi con vincita, vengano inclusi nella cosiddetta liberalizzazione. Ciò ha portato ad una serrata del settore le cui conseguenze economiche sono state evidenziate ancora di più durante il doppio periodo di lockdown. Ad oggi, infatti, le sale gioco non potranno riaprire prima del 15 gennaio, come succede a punti terrestri di scommesse e gioco d'azzardo.

Quello che da tempo si chiede è di dare al gioco senza vincita in denaro regole meno stringenti perché non implica quei rischi in termini di ordine pubblico e salute che implica il gioco d’azzardo legale. Infatti, anche se in questo caso non viene richiesto alcun tipo di concessione, le regole tecniche risultano identiche e oltremodo penalizzanti.

Altro problema che si riscontra è quella relativa all'ente che delegato di occuparsi di questo comparto. Attualmente è conferita all'ADM (Agenzie delle Dogane e dei Monopoli), ma si chiede da più parti lo spostamento al MISE (Ministero dello Sviluppo Economico). Questo «cambio della guardia» è essenziale per permettere al settore di avere uno sviluppo proprio.

Discorso simile si fa dal punto di vista della tassazione. Gli esercenti chiedono la riduzione delle imposte vista la situazione economica delle imprese di settore, anche a seguito del fenomeno pandemico in atto. Si punta al superamento dell’attuale sistema impositivo nell’ottica della sottoposizione del settore alla sola Iva sugli incassi. Senza tali riforma l'Amusement rischia di subire gravissime perdite

Guerra ai totem

Uno dei punti focali della riforma chiesta dal settore dell'Amusement è quello relativo alla battaglia dei cosiddetti Totem, ovvero dispositivi realizzati per sembrare apparecchi senza vincita in denaro o distributori di altri servizi (ad esempio di ricariche telefoniche) ma che dissimulano in realtà veri e propri apparecchi con vincita in denaro completamente illegali.

Tale provvedimento dovrà ridefinire anche i requisiti delle singole tipologie di apparecchi fissandone modalità di funzionamento, requisiti minimi, meccanismi di gioco e regole di certificazione. Questo comporterà la soppressione di quelle regole che impongono attualmente anche alle sale giochi un numero fisso di apparecchi. Inoltre, il cambio di norma permetterebbe di ridefinire le regole di acceso alle sale giochi dei minori che, attualmente, vengono interdetti da alcune normative a livello regionale o comunale, finendo per penalizzare oltremodo il settore.

Tempi lunghi per la riforma dell'Amusement

Il motivo per cui il settore dell'Amusement chiede una riforma tempestive e che o tempi tecnici di approvazione delle stesse saranno lunghi. Infatti, le norme nazionali dovranno comunque essere notificate a Bruxelles allungando l'entrata in vigore delle norme di circa un anno. In questa situazione è dura prevedere quale futuro posso avere il settore.