Riordino ancora nell'oblio. Il governo nuove misure per fare cassa dal gioco

ott 10

Oggi è ancora in fase di stesura ma, come ogni anno, la manovra di bilancio promette le nuove, ennesime misure sui giochi: il Governo Conte 2, insomma, al posto di studiare soluzioni e pensare al riordino, aumenta le complessità di un’industria sempre più in acque agitate.

Mentre gli addetti ai lavori non mollano e continuano a chiedere il Riordino del comparto, una delle promesse mancate del Conte 1, la nuova maggioranza continua nel solco già tracciato appena quattordici mesi fa. E le politiche sui giochi, in questo senso, sono un chiaro campanello d’allarme. Anche se si dovrebbe parlare di politiche non condotte, dal momento che il gioco viene accantonato e della sua riforma si parla, ma tanto per parlare. E le uniche misure, in questo senso, sono fatte per battere cassa. Senza dare minimo peso alle conseguenze che portano le scellerate azioni dei nostri governanti, sia sulla stabilità, sia, soprattutto, per il futuro del comparto.

Intanto l’illegale sovente ringrazia, perché il cappio al collo messo al gioco di Stato, sommato alle restrizioni volute da Regioni e Comuni, non fa che lasciare strada libera all'azzardo illegale, un'altra industria da venti miliardi e destinata a crescere, nonostante gli sforzi compiuti dal settore dei casinò online AAMS e dal betting.

La riduzione dell’offerta, ormai caratteristica di quasi tutti i territori regionali, i cui esempi più chiari ed evidenti sono in Piemonte ed Emilia-Romagna, non fa altro che spostare l’attenzione dei giocatori da un prodotto ad un altro, e molte volte in questo passaggio voluto dallo Stato si finisce nelle grinfie dell’illecito. E se scoperti, ovviamente, si incorre nelle punizioni previste dalla legge italiana, cioè quella che approva lo Stato, e cioè lo stesso che ha messo alla berlina il legale aprendo praticamente le porte di casa all'illecito. Un paradosso. E c’è da dire che questo strangolamento, voluto dallo Stato, porta gli stessi operatori verso l’illegale, ingigantito dal Decreto Dignità, che ha spazzato via anche i principi di libera concorrenza ed ha equiparato legale ed illegale. Ma così non si può andare avanti.

Il Governo cosa fa? In fase di scrittura della Manovra, o per meglio dire del Documento di Economia e Finanza che precede la legge di bilancio per l’anno successivo, l'intenzione, sembrerebbe, di prevedere ancora ulteriori misure di contrasto all'evasione, accanendosi giustamente contro i “totem” per il gioco online, gli strumenti di gioco illegali preferiti nella realtà.

Il Governo, inoltre, avrebbe avviato una serie di nuove misure per il gioco pubblico per rimpinguare, come sempre, le sue casse: nuove proroghe onerose e anticipi di gare pubbliche, qualche intervento pro legale ma senza mai pensare ad un riordino razionale per tutto il settore, ormai pieno zeppo di norme complesse e vittima delle stesse che ne minano la stabilità. Quel che conta è il benessere dell’Erario, ma quando non ci sarà più il gioco?

Intanto la palla delle riforme va avanti, ed il governo continua imperterrito nella sua politica proibizionista-dittatoriale. Tanto che sotto la lente del MEF sembrano essere finiti gli apparecchi da intrattenimento: dal Ministero si sta pensando ad una tassa-shock di cinquecento euro ad apparecchio per i possessori di slot machine e vlt, una manovra che consentirebbe allo Stato di incassare circa 130 milioni. Il festival dell’assurdo, mentre resta sospeso anche il tema delle deleghe al gioco pubblico da assegnare ad uno dei tre nuovi sottosegretari all’Economia.

Quale futuro, con i tempi incerti che corrono? Fidarsi della politica, per restare ancora una volta ingannati? Domande a cui urge trovare una risposta, quantomeno per salvare il salvabile ed evitare un crollo sempre più certo…