Migliorare la cultura del gambling: parola agli esperti

data di creazione: apr 14
Scritto da Alessandra Santoro

Il gioco è, ad oggi, espressione sociale, culturale e tecnologica tra le più rilevanti della contemporaneità: è insieme industria, modello per unire apprendimento, libertà di scelta, riflessione, problem-solving e esercizio della fantasia. La sua importanza, però, non sarebbe stata ancora totalmente assimilata e compresa all’interno della società.

A sostenerlo è l’avvocato Cristiano Iurilli, esperto del settore e docente dell’Università di Giurisprudenza Tor Vergata a Roma. Iurilli ha analizzato l’esplosione del gioco online in seguito alla crisi di quello terrestre a causa delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, e ha osservato come l’aumento del Gaming durante il lockdown sia stato effettivamente un bene.

Non solo: l’avvocato fa un’importante e generale riflessione, e sottolinea come il vero problema del gambling, in Italia, sia legato al fatto che il settore trovi le sue principali limitazioni nella percezione della società a livello psicologico e culturale.

Il problema, dunque, non è il gioco, ma il modo in cui viene regolamentato e gestito. L’esperto suggerisce, infatti, la creazione di un database comune per incrociare dati e intercettare i comportamenti dei giocatori e dare una grande mano per la risoluzione del problema del gioco problematico o patologico, con la stretta collaborazione del settore bancario per “creare delle forme di equilibrio tra la privacy del singolo e la lotta al gioco patologico”. Inoltre, si dovrebbe pensare ad una regolamentazione del settore pubblicitario “per creare delle forme di pubblicità progresso possibilmente obbligatorie per i concessionari per aumentare la cultura del gioco degli italiani in riferimento ad un settore che ricordiamolo, è lecito”, conclude Iurilli.

L’AUMENTO DEL GAMBLING NON È UN PERICOLO

Ad intervenire è anche Federico Tonioni, psichiatra responsabile dell’ambulatorio area dipendenze del Policlinico Gemelli di Roma: “Non dobbiamo considerare un incremento del gaming come un pericolo ma come uno strumento necessario a mantenere l’unico equilibrio possibile in questo momento così difficile”, sottolinea Tonioni, riflettendo su come l’aumento del gambling durante il lockdown non si più un problema, e che sia arrivata l’ora di smettere di sottovalutarlo in virtù del numero di giovani che oggi gioca, e come con questa realtà sia riuscito a sostenere un periodo così complicato e triste.

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