Sapar, nuovo report 2021: gettito erariale in calo del 60%, il 67% dei minori gioca ai Gratta e Vinci

data di creazione: nov 10
Scritto da Alessandra Santoro

Di recente Sapar, l’associazione italiana di gestori del gioco di stato, ha pubblicato un nuovo report che ha analizzato la situazione del comparto in Italia nel periodo della pandemia. L’analisi ha esaminato il complessivo dei contributi erariali nel 2020, per poi soffermarsi sui volumi di gioco fisico suddivisi per tipologia di gioco. Infine, spazio anche alla lotta all’illegalità e importanti proposte per il futuro del comparto.

Gettito erariale cala del 60% nel corso della pandemia

Nel primo anno della pandemia il comparto del gioco è stato obbligato alla chiusura per un totale di sei mesi. Questo ha comportato delle ricadute in termini di chiusure delle aziende, raccolta e gettito erariale.

L’analisi ha mostrato una diminuzione del 60% in relazione alla raccolta del gioco a mezzo apparecchi, in confronto con i dati dell’anno precedente (2019). In calo anche il contributo all’Erario delle Awp, che è diminuito del 49,33% in confronto allo stesso periodo.

La pandemia ha di certo agevolato l’aumento del gioco online (+26% rispetto al 2019), che ha visto come protagonisti assoluti i migliori casino online italiani. Anche il comparto del gioco illegale ha subito un incremento, le stime parlano di un giro d’affari che si aggira intorno ai 20 miliardi di euro.

Guardando al quadro complessivo dei contributi erariali calcolati nel 2020 e suddivisi per tipologia di gioco, l’apporto maggiore proviene dalle Awp con il 35,06%, seguono le Lotterie (15,63%) e Lotto (12,74%). I contributi minori provengono invece dalle Vlt (9,59%) e Giochi numerici a totalizzatore (4,94%).

Più nello specifico, i dati relativi ai volumi di gioco fisico nel 2020 vedono al primo posto gli Apparecchi, con una raccolta che sfiora i 19 milioni di euro. Lotterie e Lotto sono alle spalle con 8 mln e 6 mln. Seguono Giochi a base sportiva (2,6 mln), Giochi numerici a totalizzatore (1,2 mln) e Scommesse virtuali (1,1 mln). Chiudono Bingo (672 mila) e Giochi a base ippica (213 mila).

Indagine sul gioco: il 67% dei minori ha accesso ai Gratta e Vinci

L’Associazione Nazionale Sapar da sempre si batte per diffondere consapevolezza in materia di gioco d’azzardo e diffondere la cultura del gioco legale e responsabile, al fine di tutelare i minori e i giocatori.

Molto interessante è l’indagine “Venduti ai minori 2021” realizzata dal MOIGE (Movimento Italiano Genitori), condotta su oltre mille minori in tutta Italia dai 10 ai 17 anni. L’intento è quello di ricercare qual è la tipologia di gioco d’azzardo a cui i minori sono più esposti.

Lo studio ha evidenziato che i minori sono più esposti in assoluto al gioco del Gratta e vinci, con una percentuale del 69%, al secondo posto si piazzano le scommesse sportive col 45%. Seguono poi Lotto ed Enalotto (16%) e Slot Machine (10%), a concludere Bingo (7%), Poker (6%) e Casinò (3%).

Le proposte per il settore, riforma e contrasto al gioco illegale

Nel nuovo report 2021 sul gioco in Italia, Sapar ha provveduto a far sentire la propria voce in vista di un’auspicata riforma del settore. Si ritiene importante che le istituzioni e la politica garantiscano il riconoscimento giuridico del gestore, le entrate erariali e combattere l’offerta illegale salvaguardando la filiera del gioco legale.

Bisognerebbe inoltre evitare un ulteriore inasprimento della pressione fiscale al fine di garantire le piccole e medie imprese e il relativo indotto occupazionale ed evitare che con l’aumento del PREU (Prelievo erariale unico) si abbassino sistematicamente le vincite, a danno del giocatore.

Fondamentali sono i meccanismi di tutela della libera concorrenza, con il divieto fatto ai concessionari di gestire in maniera diretta e commerciale le apparecchiature di cui al comma 6 lettera a dell’art. 110 TULPS. Questo perché il concessionario recita un doppio ruolo nella filiera del gioco, e cioè quello del controllore e quello del controllato. In questo modo egli può decidere il destino delle piccole e medie imprese di gestione, causando molto spesso anche la loro chiusura.

Per impedire una maggiore diffusione del gioco illegale si richiede inoltre di uniformare le normative territoriali in merito ad orari e distanza. Risulta ormai indispensabile l’adozione di quadro normativo a livello nazionale che superi la frammentazione delle normative dei comuni e regioni. Questo provvedimento risulta ancora più urgente se si considera l’imminente scadenza della concessione per la raccolta di gioco a mezzo apparecchi di cui all’art.110 comma 6 del Tulps e la necessaria indizione del nuovo bando con la impossibilità di programmare gli introiti erariali e gli investimenti delle imprese in presenza di normative locali fortemente limitative dell’offerta. In questa situazione urge una modifica dei requisiti di accesso al bando per la nuova concessione, come è stato previsto nella Legge di Bilancio 2020.